Corretta la previsione sulle scelte della Fed. Corretta l'analisi sul petrolio, di cui diciamo da varie sedute che la velocità del rialzo dei giorni scorsi non sembra sostenibile. Il prezzo sta facendo una pausa correttiva necessaria, per poi ripartire. Corretta (controvoglia) anche la visione rialzista su EUR-USD: in realtà il movimento dovrebbe essere ribassista, ma prendiamo atto della realtà.

Analisi economica di medio termine

L'input di fondo dell'analisi economica rimane rialzista per i mercati azionari, soprattutto americani, dove vediamo:

  • un'espressione coordinata della crescita sistemica,
  • una crescita regolare e apparentemente sostenibile dei profitti, l'approvazione della riforma fiscale, che ha portato al 21% il livello del carico fiscale, cioè la corporate tax USA; tale riforma contiene anche misure che tendono a favorire il ritorno in patria dei 3.000 miliardi di dollari che le multinazionali americane attualmente detengono in piazze con tassazione più leggera;
  • l'inflazione è ancora storicamente bassa, e dunque non ci sono i presupposti per pensare ad una accelerazione nel ritmo di rialzo dei tassi di riferimento della Federal Reserve e ad una più rapida normalizzazione della sua politica monetaria.

Martedì 23 il FMI ha migliorato le sue stime di crescita globale per il 2018 e 2019.

Vediamo in pratica condizioni quasi ottimali per i mercati azionari USA. Resta inteso che questa condizione non è eterna, ma avremo tutto il tempo per capire ogni futuro possibile segnale di pericolo, in tutte le possibili modificazioni dello scenario in grado di cambiare questa condizione virtuosa e invertire il trend rialzista primario dei mercati azionari.