La partecipazione al bull market si va allargando: il 75% delle società dello S&P quota oltre la propria media a 200 giorni, e quell'anticipatore che risponde al nome di Dow Transportation, è appena salito ad un nuovo massimo storico.

Nonostante i dubbi sulle condizioni di salute di Donald Trump, il dilagare di questa seconda (terza) ondata di CoViD19, i balbettii circa l’approvazione in tempo utile di un nuovo pacchetto di stimoli fiscali negli Stati Uniti e, dulcis in fundo, le incertezze legate alle prossime elezioni presidenziali; le borse mondiali contabilizzano la migliore settimana degli ultimi cinque mesi.

Ritorna alla mente quanto commentato quindici giorni fa, quando si faceva notare come quattro settimane negative, a settembre, siano state registrate sempre in prossimità di punti di svolta rilevanti per il mercato: l’ultimo episodio analogo risalendo al 2002. L’aspetto confortante è che si sta visibilmente allargando la partecipazione al rialzo: per la seconda volta in meno di 100 giorni scatta un nuovo segnale bullish da ADT11, più del 75% delle società dello S&P500 (e il 90% delle società del Nasdaq 100) quotano oltre la propria media mobile a 200 giorni, e il Dow Jones Transportation – non di rado anticipatore degli eventi borsistici – inanella un nuovo massimo storico. Delle performance del Russell 2000 abbiamo già parlato.

La ripartenza dei mercati azionari era scritta: a gennaio, quando Wall Street ha conseguito una robusta performance stagionale. In simili circostanze i mesi finali dell’anno tendono a brillare, come spieghiamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Lo stesso sentiment, surriscaldato poco più di un mese fa, ha conosciuto nel frattempo un continuo raffreddamento: un ridimensionamento dei corsi del 10%, è bastato per riproporre antichi dubbi ed incertezze: il classico “muro di paura” sul quale si arrampica il Toro.

Prendiamo il Panic-Euphoria model, ad esempio. Alla fine di agosto svettava oltre i 100 punti, ai livelli più elevati degli ultimi 19 anni. In sei settimane si è praticamente dimezzato, pur rimanendo su livelli tuttora sostenuti. In altre parole si registrano condizioni di ottimismo, meno esasperato però rispetto ad un mese e mezzo fa. Ci interessa questo aspetto relativo.

Perché una contrazione superiore ai 40 punti, da parte del PEM, nell'ultimo lustro è stata registrata in giusto una manciata di occasioni: una volta all'anno, in media. Giova osservare dove si sia collocato il mercato azionario in simili "reset" del sentiment bullish.