Negli Stati Uniti l'indice delle sorprese macroeconomiche è passato in poche settimane da valori negativi a tripla cifra a valori abbondantemente positivi: un fenomeno mai registrato, con simili fattezze, perlomeno da 2003 ad oggi.

Osservando l’eccellente andamento dei mercati azionari al termine della scorsa settimana, e il contestuale rilascio di dati economici di gran lunga superiori alle attese; emerge ancora una volta come il mercato azionario abbia tempestivamente ed efficacemente anticipato l’economia. Negli Stati Uniti il CESI è passato in poche settimane da valori negativi a tripla cifra a valori abbondantemente positivi: un fenomeno mai registrato, con simili fattezze, perlomeno da 2003 ad oggi. Ne parliamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Naturalmente questa dinamica ha rilanciato i settori ciclici e Value dei listini azionari, a nocumento dei temi più difensivi: sul mercato valutario sono stati venduti dollari, yen e franchi svizzeri; analoga sorte è toccata all’oro e ai titoli di Stato: con i rendimenti in vistosa risalita malgrado i massicci interventi da parte delle banche centrali. Figurarsi se il Quantitative Easing dovesse venire meno.

A Wall Street lo S&P500 è reduce dalla terza settimana consecutiva dal saldo superiore al 5%: per ritrovare un precedente simile occorre risalire al 1982. In 50 sedute l’indice americano si è apprezzato di quasi il 40%: un record assoluto. Per avere un’idea dell’eccezionalità di questa performance, si consideri che soltanto altre due volte, dal 1950, lo S&P ha guadagnato più del 30% in questo arco di tempo (ottobre 1982 e maggio 2009), e che solo sette volte in tutto è salito di oltre il 20% in 10 settimane: guadagnando ulteriore terreno, dopo sei mesi, in tutte le occasioni (in media: +10.1%).

È legittimo ritenere che tale all’infinito ritmo forsennato non possa essere mantenuto. Lo strappo di venerdì ha spinto il Dow Jones a ridosso dell’ultimo diaframma prima di nuovi massimi assoluti. Volumi consistenti e un vistoso gap up rendono consistenti le probabilità di uno stallo per buona parte della settimana corrente.

Il sentiment surriscaldato sembrerebbe parteggiare a favore degli Orsi e di chi nel complesso non ha partecipato al banchetto; ma sul livello infimo raggiunto dal put/call ratio e sulla posizione estrema del Panic-Euphoria model di Citi ci pronunciamo nel citato rapporto.

A favore dei Tori d’altro canto si può annoverare un’ampiezza di mercato ritornata ai fasti di un tempo. Sullo S&P500 l’ADT11 è ad un soffio dal 66.6%. In Europa il 97.5% delle società incluse nel MSCI Euro si colloca oltre la propria media mobile a 50 giorni.