Tra i bancari in recupero risalta Ubi banca che non solo mette a segno i guadagni minori,(+14% dai minimi a 2.127 dell'8 febbraio rispetto ad una media di oltre il 18% di settore) ma adesso l'esiguo terreno conquistato non è sufficiente ad invertire la pessima china discendente da cui si era in parte tirata fuori.

Infatti lo spunto rialzista dai minimi verificatosi le prime settimane di febbraio ha innescato un reazione che si è fermata ancora una volta 2.63 euro, fortissima resistenza capace di arginare i tentativi di risalita del titolo altre due volte.

I prezzi attuali sono molto lontani anche dalle valutazione fatte dagli analisti che indicano un target medio intorno quota 2.84, ritenendo conclusa la fase di smaltimento del crediti incagliati.

La prospettiva più immediata è quella di assistere ad un lento recupero verso la resistenza più ravvicinata posta a 2.45 euro da cui, fermo restando il buon andamento del Ftse Mib, potrebbero scattare forti ricoperture da parte degli investitori più capitalizzati tali da spingere i prezzi oltre 2.55 almeno.

È fondamentale nelle prossime settimane evitare che il debole interesse da parte dei compratori, non si traduca in un lento ed inesorabile declino verso i supporti di 2.30 e 2.10 euro.

Scenario questo al momento ancora scarsamente probabile ma, considerata la vicinanza ai supporti delle quotazioni attuali, facilmente raggiungibile qualora gli scenari del Ftse Mib dovessero evolvere in senso negativo.