L’attenzione generale però è puntata verso la Federal Reserve: chiamata ad esprimersi circa il livello più appropriato dei tassi di interesse ufficiali. La sensazione è che la dipendenza dai dati sia stata progressivamente messa da parte.

A Piazza Affari il setup di inversione di tendenza di giovedì scorso conosce uno spiacevole seguito: con gli indici che ieri hanno chiuso sotto al long stop giornaliero, fornendo un primo segnale di inversione di tendenza; che sembra connotare in termini distributivi la congestione formatasi nelle ultime settimane. Un testa e spalle, benché vagamente amorfo (ma forse proprio per questo più credibile di quelli perfettamente delineati); grosso modo simile a quello che contraddistinse il massimo di aprile.

Staremo a vedere. Ieri abbiamo discusso la condizione che renderebbe il mercato italiano vulnerabile al ribasso: la controrottura della resistenza dinamica che a Piazza Affari ha lavorato egregiamente sin dal 1973; quando nasce l’indice Comit. Probabilmente il rilascio domani della variazione del PIL nel secondo trimestre (ci attendiamo una contrazione dello 0.4% annualizzato) agirà da market mover; da catalizzatore di un movimento duraturo.

L’attenzione generale però è puntata verso la Federal Reserve: chiamata ad esprimersi circa il livello più appropriato dei tassi di interesse ufficiali. La sensazione è che la dipendenza dai dati sia stata progressivamente messa da parte, a favore di una dipendenza dall’orientamento degli operatori: tanto varrebbe assegnare al mercato a termine la responsabilità della politica monetaria. Powell dovrà essere molto persuasivo su questo fronte nelle prossime ore. Ci si attende un pronunciamento anche circa la fine anticipata del Quantitative Tightening, atteso originariamente per settembre. Le principali banche d’investimento sono orientate verso una conclusione immediata; capeggiate da Goldman Sachs, che ne ha approfittato per rivedere il target per lo S&P500 per quest’anno: al rialzo a 3100 punti, quest’ anno; a 3400 punti, per la fine del 2020.