Lo S&P500 perde terreno per la terza seduta di fila, avvicinando ieri sera quella quota 3325 punti che dovrebbe costituire la massima estensione del drawdown atteso per l’ultimo terzo di quest’anno.

La reazione preventivata per Piazza Affari per l’inizio del mese corrente, tarda a manifestarsi. Gli indici italiani evidenziano una sequenza di minimi e massimi discendenti che non incoraggia granché, generando una certa pressione sui supporti. Il minimo di ieri è coinciso con il long stop su base settimanale; venendo dall’interessamento infruttuoso delle resistenze, la penetrazione di questo argine avrebbe implicazioni che ci eviteremmo volentieri. Appuntamento su questo fronte a venerdì sera.

Analoghe considerazioni si possono spendere per le borse europee, con lo Stoxx600 il quale, reduce dal test della barriera strategica che si estende fino a 375 punti, cerca ora il sostegno del supporto di medio periodo a 359 punti. Il trading range degli ultimi tre mesi è stato giudicato interlocutorio in vista di un break verso l’alto, ma la ripartenza tarda a concretizzarsi.

Ma l’epicentro della marcata debolezza delle ultime sedute è senza dubbio localizzato oltreoceano. Lo S&P500 perde terreno per la terza seduta di fila, avvicinando ieri sera quella quota 3325 punti che dovrebbe costituire la massima estensione del drawdown atteso per l’ultimo terzo di quest’anno. Dopo il bear market di febbraio-marzo una sequenza di tre sedute negative è stata registrata fra il 9 e l’11 giugno scorso: il mercato impiegò ulteriori 24 ore per trovare un minimo definitivo.

Meno frequente è una sequenza di tre sedute negative, di cui la prima e la terza di entità superiore al 2.5%, come occorso in questi giorni. Dal 1950 si contano appena sei precedenti: decisamente degno di nota il seguito sperimentato, come commentato nel Rapporto Giornaliero di oggi.

L’attenzione si sofferma in particolare sulle società tecnologiche quotate a Times Square. Del sacrificio patito dal Nasdaq 100 dal massimo di mercoledì scorso, quasi due punti percentuali sono stati forniti da Apple; 1.34 punti da Microsoft e 1.19 punti da Amazon. Dal minimo di marzo le società del FANG, nella accezione più ampia proposto qui in alto, si sono mosse all’interno di un elegante canale ascendente, di cui sono stati sistematicamente sollecitati i due confini: fino alla seduta problematica di ieri.