Che il settore delle memorie avesse problemi di sovrapproduzione è ormai noto da tempo come dimostrano le difficoltà dei giganti Usa nel recuperare i valori massimi persi a fine anno.

Quello che resta da definire è la dimensione in termini di prezzo e tempo di questa correzione, che nel caso di STmicroelectronics sembrava essere giunta al termine.

Infatti l'exploit messo a segno dai minimi di dicembre a ridosso di 10.70 euro, culminato con i massimi relativi a 15.40, non ha rimesso in discussione la tendenza rialzista di medio termine, che offre ancora prospettive recupero fintantoché reggerà il supporto a 12.50 euro.

Sebbene infatti sia partito un chiaro segnale ribassista di breve termine , come si desume dal cambio di prospettiva assunta dal cci che, in corrispondenza della brutta chiusura a 13.93 di lunedì scorso, assume valori negativi, la struttura di medio termine rimane difesa dai supporti più ravvicinati sotto quota 12 euro.

In precedenza lo stesso indicatore segnalava in corrispondenza dei massimi di marzo, la netta perdita di pressione rialzista culminata prima con consolidamento del supporto a 13.50 euro ed in seguito con il falso movimento verso la resistenza di 15 euro, non supportato dai volumi.

La prospettiva se dovessero proseguire le vendite è quella di un tentativo da parte dei venditori di violare quota 12 euro, approfittando degli scenari negativi sul settore.