Tempi duri per Elon Musk costretto a correggere le precedenti dichiarazioni, ammettendo che la maggioranza degli azionisti è contraria a ritirare la società dal mercato attraverso un'offerta di 420 dollari per azione.

Il Ceo ha comunque puntualizzato il forte impegno a rendere la remunerativa l'azienda incrementando la produzione della model 3, nonostante debba affrontare nuovi pesanti problemi di produzione dopo un altro incendio nel sito produttivo californiano, che non ha comunque causato danni gravi a persone e attrezzature.

La liquidità presente nelle casse non supera i 3 miliardi di dollari, dunque non sufficiente a garantire per molto tempo la continuità produttiva, costringendo il management a cercare nuovi soci nell'arduo compito di dimostrare che Tesla può diventare redditizia.

Dal punto di vista dell'analisi grafica le quotazioni hanno subito un calo del 24% circa a cavallo tra il 10 e 17 agosto, che fortunatamente si è placato a ridosso dei 290 dollari riportandosi subito oltre quota 310 dollari.

Le prospettive appaiono contrastate in quanto, nonostante le difficoltà di natura fondamentale, i prezzi sono costantemente in bilico tra la resistenza di 350 dollari e il supporto di 289 dollari, con la possibilità sempre aperta di ritornare con forza a puntare 380 dollari, qualora arrivassero nuovi mezzi freschi.

Le indicazioni fornite nel precedente articolo del 9 agosto si sono rivelate corrette, infatti il prezzo dell'opzione Put strike 320$, scadenza settembre 2018 è oscillato a partire dal 10 agosto scorso, da un minimo di 12 a un massimo di 40 dollari, coincidente con il calo sotto i 300 dollari delle azioni, dunque con ottimi rendimenti.