Iniziano ad arrivare i primi dati negativi che ci danno una percezione migliore del vero impatto del coronavirus sull’economia globale. A questo proposito, i dati recenti indicano che, a febbraio, le vendite di nuove automobili in Cina sono crollate del 92% e il traffico aereo dovrebbe far registrare la prima flessione dal 2011; le pesanti misure di contenimento del virus in Cina e altrove hanno infatti avuto forti ripercussioni sul turismo a livello globale.

Gli indici azionari USA hanno archiviato la seduta di giovedì in negativo. Venerdì gran parte degli indici asiatici è scesa leggermente. I titoli coreani (1,49%) hanno registrato le perdite maggiori, sull’onda della notizia che in Corea del Sud le infezioni da coronavirus sono balzate da 52 a 156. Il Nikkei (-0,39%) e l’ASX 200 (-0,33%) sono calati, mentre a Shanghai (+0,31%) le azioni hanno guadagnato nella speranza che le discrete misure monetarie e fiscali intraprese dalla Cina possano contribuire a combattere l’impatto del virus sull’economia.

I future su FTSE (-0,47%) e DAX (-0,71%) suggeriscono che venerdì gli indici europei potrebbero ampliare le perdite in avvio di seduta. In seguito alle notizie sconfortanti sul settore del turismo, è lecito aspettarsi discrete pressioni a vendere sulle compagnie aeree e sui produttori di auto prima del campanello di chiusura settimanale.

Gli estrattori di oro britannici, invece, dovrebbero continuare a beneficiare dell’ascesa inarrestabile dei prezzi dell’oro. Il prezzo all’oncia del metallo prezioso è salito a $1268, il massimo da sette anni e, nonostante i prezzi alle stelle, non si vedono venditori all’orizzonte, nemmeno durante le sedute caratterizzate da una maggiore propensione al rischio.