Mercoledì l’azionario asiatico ha compiuto un rimbalzo, dopo che il presidente USA Donald Trump ha fermato una proposta volta a bloccare le vendite di motori per aerei prodotte da GE, affermando in un tweet che “non vogliamo che intrattenere rapporti commerciali con noi diventi impossibile”. Questa mossa conciliante di Trump è stata accolta positivamente dagli investitori, perché con l’epidemia di coronavirus che sta gettando scompiglio sull’economia globale, fomentare le apprensioni commerciali non farebbe che peggiorare inutilmente le cose. Soprattutto ora che l’accordo commerciale per la fase uno dovrebbe assicurare esportazioni americane verso la Cina per un valore pari a $200 miliardi.

Nikkei (+0,95%), Composite di Shanghai (+0,24%) e ASX 200 (+0,43) hanno guadagnato, mentre il greggio WTI è balzato a $52,66 al barile.

I future sulle borse USA sono in rialzo, dopo una seduta fiacca a New York.

I future su FTSE (+0,71%) e DAX (+0,57%) puntano a un avvio positivo anche in Europa, dopo le vendite di martedì sulla scia della nota di Apple, che ha avvertito che la lentezza della produzione e della domanda in Cina impedirà alla società di raggiungere gli obiettivi per il primo trimestre. L’annuncio ha fatto scendere le azioni di Apple dell’1,83% durante la seduta di ieri.

L’USD/JPY è stato scambiato sopra la soglia a 11, con lo yen giapponese in lieve calo sulla scia del miglioramento della propensione al rischio. A gennaio, le esportazioni giapponesi sono diminuite per il quattordicesimo mese consecutivo, ma la flessione del 2,6% è stata molto inferiore al calo del 6,9% previsto dagli analisti e al -6,3% registrato il mese precedente.