Fase ancora una volta difficile per il settore bancario italiano, che anche oggi si mette in evidenza negativamente con la "solita pattuglia di titoli bancari" a contendersi i ribassi maggiori.

Unicredit chiude a 11.24 ( -1.37%) perdendo di vista l'appuntamento con i massimi relativi a quota 12.33, ma soprattutto avvicinandosi al supporto critico di 10.90, avamposto vitale per mantenere concrete le speranze di recupero del titolo, che prima di venerdì scorso aspirava a raggiungere prima 13 euro e 14.30 in seguito.

Tale prospettiva se concretizzata avrebbe consentito di allineare i prezzi alle valutazioni medie fatte dagli analisti, che parlano di un target medio intorno ai 14 euro.

Eppure le notizie positive non mancano dopo che l'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, ha annunciato un rimpasto del management nei posti chiave del gruppo bancario, che dovrebbero portare ad un maggiore sviluppo delle iniziative commerciali, visto che è giunta a termine l'operazione di riduzione dei costi operata in precedenza.

Lo scenario aperto che rischia adesso di concretizzarsi è di un graduale indebolimento tale da spingere il titolo ai minimi verso la quota 10.20 euro.

Dunque è fondamentale che i prezzi chiudano nelle prossime sedute almeno oltre 11.80 euro, al fine di salvaguardare la struttura rialzista di breve termine.