Un colpo di frusta era molto probabile

Il mercato è sostanzialmente nelle mani dei venditori. Meglio restare cauti fino alla prossima scadenza ciclica. Di G.Evangelista

Il tonfo degli ultimi 3-4 giorni evidenzia bene gli effetti di una eccessiva contrazione della volatilità: l’ampiezza delle bande di Bollinger tracciate sull’indice generale (adesso dal pomposo nome “FTSE Italia All Shares”... troppo lungo...) era calata venerdì ad un insostenibile 4.4%, e lo stesso giorno la volatilità storica a 10 giorni era meno della metà rispetto alla volatilità storica a 100 giorni. Ciò rendeva un colpo di frusta decisamente probabile, specie se si consideravano due elementi tecnici che si aggiungevano al quadro: la scadenza ciclica di venerdì a Wall Street – che in effetti ha intercettato un massimo – e la prescrizione dei modelli commentati qualche giorno fa, i quali lasciavano presagire l’imminenza di una correzione.Correzione diventata certezza lunedì, con la violazione in chiusura del long stop giornaliero, per la prima volta dal minimo di marzo. Si ricorderà come questo livello è stato interessato, sfiorato, minacciato diverse volte da allora, ma ha sempre tenuto e favorito le ripartenze del listino. Adesso no, non c’erano le condizioni, sicché assisteremo a questo ripiegamento la cui durata dovrebbe essere abbastanza comprensibile alla luce di quanto mostrato negli ultimi giorni sul rapporto.Significativamente, al termine della seduta di ieri il Panic Index ha assunto una posizione dominante rispetto al Greed Index: il mercato è sostanzialmente nelle mani dei venditori. Meglio restare cauti fino alla prossima scadenza ciclica.Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni alle 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati. Informazioni su contenuti e modalità di sottoscrizione sono disponibili sul sito di AGE Italia.