In pesante ripiegamento anche Unicredit a Piazza Affari nel contesto di un comparto del credito assai debole con un Ftse Italia Banche in ribasso di 1,23 punti percentuali. Secondo recenti indiscrezioni raccolte da Milano Finanza, la banca di Piazza Gae Aulenti si appresterebbe a cedere 4 miliardi di euro di crediti deteriorati nell'ambito del nuovo piano industriale. Sarebbero già in partenza i primi teaser.

In realtà già il piano industriale Team 23, annunciato lo scorso dicembre per il periodo 2020-2023 stimava non performing exposure (NPE, ossia i deteriorati come sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate) sotto i 9 miliardi di euro entro il 2019 e sotto i 5 miliardi di euro entro la fine del 2020, per cui una semplice differenza preannunciava l'ammontare di deteriorati da cedere quest'anno.

Va comunque sottolineato che Unicredit è sotto la crescente attenzione degli operatori per vari motivi, dalla sfida che un nuovo colosso Intesa-Ubi Banca potrebbe lanciarle sul mercato domestico, a quella più generale del Fintech, a quella di una potenziale operazione di fusione, magari transfrontaliera (ma non necessariamente) cui le cessioni e ricapitalizzazioni degli ultimi anni e in particolare della gestione Mustier sembrano prepararla.

Il ritorno di valore ai soci tramite le cedole annunciate (e per le quali anche soci di peso italiani avevano premuto) non sembra insomma sufficiente a giustificare l'alleggerimento progressivo di un portafoglio di attività redditizie nell'ottica di una strategia che sembra privilegiare più la razionalizzazione dei costi, che la crescita e lo sviluppo.