Puntuale, il ridimensionamento delle ambizioni di Piazza Affari allontana l'indice MIB dalla resistenza spartiacque, e lo costringe ad una problematica chiusura a ridosso del long stop giornaliero. Uptrend di breve periodo formalmente salvo, ma lo smacco subito è evidente. In definitiva allo stato attuale, dopo il crollo di maggio tutto ciò a cui abbiamo assistito è stato uno sterile trading range, sviluppatosi fra una resistenza da manuale e soprattutto su un supporto oltre il quale sarebbe bear market conclamato. Non proprio lo scenario ideale con cui congedarsi dai mercati e andare in vacanza. Nell'aggiornamento semestrale del 2018 Yearly Outlook, che pubblicheremo lunedì, ci soffermeremo molto sulle prospettiva dell'economia e del mercato azionario italiano.

Wall Street nel frattempo ripiega. Permane questa suggestiva condizione frammentata; con il Nasdaq fresco reduce dalla formazione di nuovi massimi storici, lo S&P500 respinto dall'ultimo diaframma prima del picco di gennaio (e la versione equiponderata che sottoperforma per la quinta seduta di fila), e il Dow Jones Industrial ancora attardato rispetto al top di inizio anno: una divergenza che avrebbe eccitato il buon vecchio Charles Dow. A proposito: mentre l'Industrial permane in questa successione di massimi discendenti, il Transportation ritorna minacciosamente a ridosso dei supporti. Si tratta di un argine sollecitato ben quattro volte dall'inizio dell'anno, e che qui ha garantito la persistenza dell'uptrend partito nel 2016. Ancora una, al massimo due sedute come quella di ieri e il supporto sarebbe sbriciolato; con conseguenze che si estenderebbero facilmente al "fratello maggiore" e probabilmente a tutti i listini americani.