Il setup in questione si è manifestato ben 27 volte dal Dopoguerra ad oggi; e il seguito è sempre stato assolutamente degno di nota. Questo, mentre lo S&P500 è alle prese con una resistenza chiave; con l'orbita della media a 200 giorni l'indice FTSE MIB.

Lo slittamento della deadline del 1° marzo - si parla sempre delle schermaglie commerciali fra Stati Uniti e Cina - ha l'effetto di galvanizzare gli investitori; sebbene l'euforia duri ben poco: sia in Italia che negli Stati Uniti, il vistoso gap up iniziale non conosce un seguito. Per la prima volta dopo diverse settimane, la performance si consegue nell'overnight, e non durante la seduta. L'indice MIB rimane ancora ingabbiato dall'orbita della media mobile a 200 giorni, con il momentum che continua risoluto a puntare verso il basso.

Lo S&P500 nel frattempo si porta ad un soffio dalla resistenza a 2815 punti. Trattasi dell'ultimo livello di ritracciamento, prima del massimo di settembre. Un diaframma peraltro già superato dal Dow Jones, come già rilevato. Il ripiegamento dopo l'apertura brillante potrebbe costituire l'antipasto di un sacrosanto pullback, nelle prossime sedute. Ma difficilmente il mese di febbraio si chiuderà con il segno negativo; e questo ci conduce ad una riflessione.

Ci sono motivi per essere pessimisti. La recessione dei profitti e le delusioni sul fronte macro, fra gli altri. Ma, come già evidenziato, anche ritrovati motivi per essere positivi: ampiezza e stagionalità depongono a favore. Lo scorso 10 gennaio l'ADT11 si è spinto oltre il 66.6%, segnalando una incoraggiante qualità del rialzo successivo al minimo pre-natalizio. Il ToY setup si è chiuso con segno marginalmente negativo, ma la terna invernale (Santa Claus Rally, First Five Days e January Barometer) di converso è stata positiva.