Il mercato azionario ha pressoché ovunque chiuso lontano dai minimi; confortantemente in territorio positivo negli Stati Uniti: dove sembra promettere bene il pattern “DUDU” descritto nel Rapporto Giornaliero di ieri. Non mancano le evidenze di ritorno al "risk on".

Le attenzioni degli investitori continuano ad essere catturate dall’enorme volatilità del mercato delle fonti di energia. Ieri a Londra il gas naturale è arrivato a guadagnare in una sola seduta fino al 39%, prima di essere pesantemente realizzato, chiudendo a -7% rispetto a martedì. I trader scorgono in questo comportamento l’avvisaglia di un ridimensionamento a breve; che, nel caso, farebbe il paio con quanto rilevato ieri a proposito del profilo stagionale del petrolio.

Ad ogni modo questo tentativo di normalizzazione deve essere stato non poco apprezzato dal mercato azionario, che pressoché ovunque ha chiuso la seduta lontano dai minimi; confortantemente in territorio positivo negli Stati Uniti: dove sembra promettere bene il pattern “DUDU” descritto nel Rapporto Giornaliero di ieri. In una evidenza di ritorno al risk on si segnala la fiammata del bitcoin, salito ieri dell’8.3% ai massimi da maggio, ed a poca distanza dal picco assoluto primaverile. Se questo è l’effetto della manovra a tenaglia di Pechino sulle criptovalute, ben venga la repressione.

Tornando al mercato azionario, Piazza Affari ha limitato i danni dopo aver conseguito un ridimensionamento intraday del 2.0%. Tengono i supporti di breve periodo (long stop giornaliero), ma resta ancora da confermare il definitivo accantonamento della fase correttiva inaugurata alla fine della prima metà di agosto. La price pattern recognition al momento esclude nuovi ritorni sotto i 25300 punti e, al contrario, propenderebbe per un test dei massimi estivi entro la fine dell’anno. Rimane dunque attuale la barriera che si estende fino a 26500 punti, che per i Tori costituisce un autentico spauracchio. Affinché il mercato riparta definitivamente, occorre il supporto macro. Ne riparleremo nel rapporto di domani.

Wall Street tenta di ripartire dopo aver sperimentato una lettura piuttosto depressa in termini di ampiezza di mercato. Il nostro ADT11 essendo sceso al 35%, un paio di settimane fa, prima di risalire. Sebbene questo misuratore dia il meglio di sé quando consegue rilevazioni sufficientemente elevate (sopra il 66.6%), letture all’opposto particolarmente basse tendono a segnalare la formazione di minimi di mercato di un certo spessore. L’ultimo episodio del genere risale proprio a marzo 2020 ma, in generale, è sempre bene prepararsi all’imminenza di un minimo di mercato in circostanze analoghe a quella sperimentata di recente. Specie dopo la formazione di un secondo minimo, come avvenuto pochi giorni fa.