La settimana successiva alle scadenze tecniche trimestrali di marzo, si è rivelata spesso impegnativa per il mercato azionario (americano). Difficilmente i Tori potranno contare su una terza decade del mese assolutamente favorevole. Aprile però è un'altra storia.

Dopo un rally di più del 7% in appena due settimane, Piazza Affari appare finalmente pronta per tirare il fiato. Da un paio di sedute si evidenzia una divergenza bearish, con l’oscillatore di momentum posizionatosi su livelli inferiori rispetto al picco di febbraio, a differenza delle quotazioni. Allo stesso tempo, ieri è stato registrato un Sell Sequential setup che potrebbe favorire la formazione di un massimo provvisorio.

I tempi di questo consolidamento sono ben noti. Una volta completate le sistemazioni tecniche trimestrali, i mercati affrontano la difficile settimana post scadenze tecniche di marzo: risultata negli Stati Uniti negativa in ben 21 degli ultimi trent’anni. Difficilmente i Tori potranno contare su una terza decade del mese assolutamente favorevole.

Aprile è tutta un’altra storia. Lo S&P500 ha conseguito l’altro ieri un nuovo massimo storico. Anche limitando l’indagine ad un massimo a dodici mesi a marzo (18 episodi dal 1950), il successivo mese di aprile vanta performance di tutto rispetto, come rilevato nel Rapporto Giornaliero di oggi.

La flessione di ieri appare ordinaria amministrazione, con lo S&P500 peraltro ancora una volta sintesi di due realtà da tempo ben evidenti: un settore Value, ben rappresentato dal Dow Jones, che sta raccogliendo il testimone da un comparto Growth (Nasdaq), realizzato in concomitanza con il previsto aumento dei tassi di interesse. Una volta completato questo fisiologico consolidamento, gli indici azionari generali saranno liberi di completare l’esperienza rialzista.