Il raggiungimento delle resistenze sugli indici, in uno con il conseguimento del target temporale (maggio-giugno) del bull market per la prima metà del 2021; argomentano a favore dell'inaugurazione di una prolungata fase di decantazione per i mercati.

Piazza Affari reagisce in modo scomposto al Landry TRIN Reversal registrato lunedì sera. Gli indici arrivano a cedere più del due percento, prima di recuperare nel finale di seduta: in tempo per scongiurare la penetrazione del long stop giornaliero. Sul piano formale dunque la tendenza di breve periodo rimane positiva, ed inalterate le possibilità di ulteriori progressi, prima di un massimo definitivo.

Ma i tempi sono piuttosto ristretti. Come abbiamo rilevato nel Rapporto Giornaliero di ieri, soprattutto in Europa gli indici fronteggiano resistenza impegnative, che agevolano il transito dalla brillante esperienza direzionale di questa prima parte dell’anno, ad un andamento più laterale: appannaggio perlopiù di un pubblico di trader, prevedibilmente galvanizzati dall’alternarsi di scenari alimentato dalle mutevoli condizioni macro.

Finalmente si discute sempre più ampiamente della prospettiva di una inflazione non così temporanea come assicurato dalle autorità monetarie. Il Baltic Dry Index, che misura il costo dei noli marittimi, è salito ai massimi degli ultimi dieci anni, fornendo ulteriori argomentazioni ai reflazionisti. Il 36% delle “piccole” aziende americane, stando al sondaggio mensile della NFIB, si aspetta maggiori prezzi di vendita: è la proporzione più ampia degli ultimi quarant’anni.

Fino ad un certo punto, questa tendenza giova alla top line del bilancio: le famiglie dispongono di potere d’acquisto inespresso, e le imprese possono ora preservare i margini di profitto aumentando i prezzi di vendita. A tutto vantaggio degli utili finali. La earnings season del primo trimestre è stata a dir poco spettacolare: con l’87% delle aziende che hanno riportato, gli EPS operativi sono ora previsti in crescita del 50.5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ad inizio stagione, la previsione era per una crescita del 23.8%.

Viviamo un’epoca di esperimenti. Siamo in attesa di verificare se la “stampa” di moneta, a supporto di politiche fiscali ultra-accomodanti, generi o meno inflazione, come sono orientati ad escludere i fautori della MMT. «E se avessero ragione?», sussurrano i banchieri centrali. Vedremo.

Nel frattempo l’altro esperimento tanto in voga di questi tempi, quelli del reddito base universale, pare mostrare la corda: nonostante manchino all’appello oltre 8 milioni di lavoro, stando al BLS, e altrettanti impieghi siano offerti, secondo il JOLTS; le aziende faticano ad assumere. L’unico rimedio essendo quello di persuadere i lavoratori ai margini del mercato con salari e stipendi sensibilmente superiori. Bentornata, Curva di Phillips.

Wall Street prende fiato. Lo S&P500 ha rispettato in modo spettacolare il percorso prescritto quasi tre mesi fa: quando elaborammo uno script sulla base degli anni statisticamente più simili al 2020-21. Stando così le cose, nessuno si sorprenderebbe se le prossime settimane facessero registrare un salutare e fisiologico consolidamento.