Meno noto al grande pubblico, il NYSE Composite sta per lasciarsi alle spalle una resistenza che perdura da quasi sei mesi. Nella fondata possibilità che si assista al breakout, l'allungo sarebbe equivalente ai target rialzisti enunciati da tempo dai modelli previsionali.

Risalgono ulteriormente le quotazioni del mercato azionario americano, letteralmente sospinto dal FANG. Basti pensare che, dei 286 punti base di recupero da parte dello S&P500 nelle ultime tre sedute; un terzo (91pb, per la precisione) sono riconducibili all’andamento di sole cinque società: Apple, Alphabet, Amazon, Microsoft e Tesla. Non che le altre siano rimaste a guardare, ma torna stabilmente a fare capolino l’influenza di un settore che rappresenta quasi 11 trilioni dei 40 di capitalizzazione complessiva della borsa americana.

In effetti la stagione degli utili trimestrali è partita decisamente con il piede giusto. L’asticella era stata innalzata ad un livello impegnativo, ma già ora l’85% delle società che per adesso hanno riportato, hanno battuto le stime di profitto degli analisti; con la variazione anno su anno degli EPS operativi che converge verso uno spettacolare +30%.

L’aspetto suggestivo è che anche il 2021 ha arriso agli investitori in borsa; ma le quotazioni sono cresciute molto meno dei fondamentali di bilancio. Se fino ad ora la minoranza ribassista deprecava la sopravvalutazione del mercato, è difficile che sia presa in considerazione, con i multipli che si vanno pesantemente accartocciando, convergendo verso il fair value.

Se lo S&P500 è accusato di fornire una rappresentazione distorta della realtà, complice la presenza ingombrante delle azioni del FANG; basta rivolgere la propria attenzione alle altre misure di performance di mercato per accorgersi che la partecipazione sia nondimeno corale, come d’altro canto inizia ad emergere dalla misurazione dell’ampiezza di mercato.

Il NYSE Composite ha flirtato per tutti gli ultimi sei mesi con una resistenza peraltro isolata. Lo slancio delle ultime settimane, neutralizzando il ribasso di settembre, propone il superamento dello stallo in essere da maggio – quando era atteso l’inizio di un pacifico e fisiologico consolidamento – e la ripartenza verso la massiccia barriera segnalata a suo tempo. Il conseguimento del target produrrebbe un allungo pari alle stime di crescita della borsa americana, attese per i prossimi sei mesi.

Si tratta soltanto di tollerare un possibile temporaneo ripiegamento che si potrebbe manifestare, dalla seduta ciclica di ieri all’appuntamento con il minimo segnalato dal Delta System.