La denuncia non è stata vana: gli investitori si sono potuti preparare per tempo al selloff delle ultime ore; culmine di un consolidamento suggerito all'inizio del mese. Nel frattempo in Italia un pilastro vitale come le medie capitalizzazioni, fornisce segnali di vulnerabilità.

Su Wall Street pende la spada di Damocle di un’incertezza ben rappresentata dalla sequenza di Hindenburg Omen sperimentata di recente: ben quattro, fra il 17 ed il 22 scorsi. Nei rapporti passati abbiamo esaminato le condizioni che renderebbero questi segnali dal fosco nome, una minaccia concreta per le sorti dei listini.

Nel frattempo la borsa americana risulta condizionata da due correnti di segno contrapposto. In positivo la tendenza stagionale che si manifesta a partire dalla vigilia del Thanksgiving alla fine dell’anno, quando si giunge a questo appuntamento con un saldo ampiamente positivo, come occorso quest’anno, e come discusso nei giorni passati.

In negativo, la prossima scadenza ciclica del Delta System, verso la quale convergiamo: presumibilmente un minimo, dal quale finalmente il mercato potrà ripartire.

Questo rende il mercato azionario USA vulnerabile nel breve periodo, in linea peraltro con le indicazioni di potenziale top temporaneo di inizio mese, offerte dall’analisi della regressione lineare.

A Piazza Affari il supporto giornaliero è stato abbattuto già alcuni giorni fa. Ma c’è chi fa peggio dell’indice generale: di fatto, sulle medie capitalizzazioni il picco rimane quello di inizio settembre, con il segmento in esame che conosce un ridimensionamento in termini relativi da allora.

Quel che è peggio, risulta abbattuto il canale ascendente entro cui la forza relativa si è mossa per quasi un anno e mezzo. Un pilastro fondamentale del listino italiano risulta attualmente compromesso; in attesa di verificare la tenuta dei supporti che contano.