Lo S&P500 archivia il mese di aprile con una performance a doppia cifra percentuale dall'inizio dell'anno: un evento che tende a registrarsi una volta ogni quattro anni. Ma, nelle proporzioni del 2021, il setup è stato conseguito in tutto 10 volte dal 1950 ad oggi. Con quali effetti?

Non c’è giorno che il menu non proponga un dato esaltante sul fronte macro- o micro-economico negli Stati Uniti. Venerdì ha fatto sensazione la dinamica dei redditi personali nel mese di marzo: uno spettacolare +21% che costituisce ovviamente un primato assoluto. Più significativo, sebbene meno discusso, la crescita dei prezzi: il deflattore dei consumi personali core è salito del 4.9% annualizzato. Inflazione in arrivo? Lo vedremo presto.

Casomai, c’è stata frustrazione per il saldo settimanale, pressoché nullo a fronte del rilascio di dati strepitosi di bilancio da parte delle Top5 del mercato azionario americano: come se gli investitori fossero immunizzati ormai al meglio, e non fosse in alcun modo più possibile sorprendere loro in positivo. Ad ogni modo, da inizio anno il contatore di nuovi massimi storici sullo S&P500 segna 25 eventi; il 30% delle sedute complessive: di questo passo, il 2021 si chiuderà con un record senza precedenti.

Più significativo il miglioramento dei massimi assoluti per tutti i primi quattro mesi dell’anno: una performance riuscita soltanto altre 13 volte dal 1950 ad oggi. Giova rilevare il comportamento del mercato azionario nei mesi successivi: un comportamento ben definito, in grado di condizionare non poco lo scenario atteso fino alla fine del 2021.

Il +11.3% messo a segno finora illumina la scena. Dal 1950 si contano altri 10 precedenti analoghi, con un saldo in un intorno del +/-2 percento rispetto alla performance messa a segno in questi primi quattro mesi del 2021. È uno dei tanti input a disposizione, ma il seguito conferma la precedente statistica: il Rapporto Giornaliero di oggi traccia l'andamento presunto per lo S&P500 fino a dicembre, nelle circostanze analoghe che hanno caratterizzato quest'anno. Una mappa previsionale che l'investitore ignorerebbe a sue spese.