Quella di settembre si è rivelata una prevedibile parentesi: il consolidamento del 5% ha corretto gli eccessi, ponendo le premesse per una ripartenza dei listini azionari. Ancora una volta corretta l'allocazione raccomandata: al 75% di azioni, ininterrottamente da ormai quasi un anno.

Ancora una seduta radiosa per i mercati azionari, sempre più decisi ad archiviare in fretta la parentesi spiacevole ma prevedibile di settembre. Lo S&P500 inanella il sesto saldo giornaliero positivo di fila: una sequenza che non gli riusciva dalla fine di giugno. Tendenzialmente queste successioni sono seguite da ulteriori miglioramenti, almeno stando all’esperienza degli ultimi tre anni. Depone a favore del superamento del massimo storico di inizio settembre.

Grasso che cola per chi osserva con comprensibile attenzione la chiusura di fine mese, che sancirà le probabilità – allineate alla media storica, ovvero virtualmente prossime al 100% - di conseguire ulteriori rialzi nei prossimi sei mesi. Con il terzo possibile scenario – quello di un arretramento dei corsi azionari – che scivola in coda nel novero delle possibilità. Nel Rapporto Giornaliero di oggi abbiamo ricordato la condizione prescritta per confidare in un indice, la prossima primavera, nei dintorni dei 5000 punti.

Le trimestrali stanno offrendo un valido aiuto. Ieri è stato il turno di Tesla; decisamente convincente: non tanto per la bottom line, pur superiore alle aspettative, quanto per l’andamento complessivo, a fronte di un comparto Auto globale in seria difficoltà. Non sorprende che le società del FANG in senso ampio, stiano trainando il resto del mercato, fornendo un apporto decisivo alla performance complessiva.

Il che, si badi bene, non vuol dire che l’ampiezza è concentrata in poche società ad elevata capitalizzazione: il Value Line Index si è appena liberato dalla congestione triangolare entro cui si è mosso da giugno, salendo ieri ad un nuovo massimo storico. Addirittura anticipando lo S&P500. Un segnale di indubbio buon auspicio.

Piazza Affari nel frattempo rompe gli indugi, ed a sua volta si porta ad un passo dai massimi estivi, dopo aver galleggiato per diverso tempo sopra la propria media mobile a 50 giorni. Comportamento encomiabile, visto che diversi indici nel frattempo si sono portati al di sotto di questo spartiacque tecnico, prima di ritornarvi sopra.

Elemento ancor più importante: ieri il FTSE MIB si è portato, di misura, oltre la barriera da tempo fissata fra 26 mila e 26500 punti, che ha contenuto finora le velleità rialziste della borsa italiana. Una conferma nelle prossime 24 ore sarebbe auspicabile. D’altro canto, la posta in gioco è elevata: già ci siamo soffermati sul potenziale che scaturirebbe dal superamento di tale ostacolo.