In attesa di conoscere le decisioni che verranno prese nella serata di domani dalla Federal Reserve, in tema di politica monetaria, i principali mercati azionari del Vecchio Continente chiudono la giornata, dopo il sell-off di ieri, all'insegna degli acquisti.

Il caso del colosso immobiliare Evergrande, su cui rimangono sempre presenti le possibilità di un fallimento, che ieri ha provocato un’ondata di vendite a livello globale non è certo archiviato, ma il nervosismo appare in calo visto che il presidente del colosso cinese ha garantito che tutti i risparmiatori saranno rimborsati.

In questo contesto ed in attesa di conoscere gli sviluppi della situazione, i mercati europei hanno anche sfruttato le previsioni di una crescita economica più sostentuta come certificato el report odierno dall’Ocse; il miglioramento per la zona euro quest’anno è di un intero punto percentuale (+5,3%) e l’economia sarà più vivace dello 0,2% (a +4,6%) anche nel 2022. Per l’Italia il rimbalzo stimato per l’anno in corso è +5,9%.

Aggiornando il suo outlook globale l’Ocse raccomanda inoltre prudenza a governi e banche centrali: è troppo presto perché questi ritirino il sostegno eccezionale concesso alle economie nonostante il picco dell’inflazione. Sono proprio queste le valutazioni che si troverà di fronte il Fomc in questi due giorni: inflazione galoppante, ma probabilmente transitoria a questi ritmi e occupazione che, nonostante “chiari progressi”, non è ancora a livelli ottimali (soprattutto alla luce degli ultimi dati).

Sul mercato delle valute rimane sempre debole l'Euro che nei confronti del Dollaro scambia sempre vicino alla soglia degli 1.17 sotto i quali si potrebbero avere ulteriori discese in direzione dei minimi del 2021 in area 1.167

Tra le Materie Prime poco da segnalare sul Petrolio nonostante il settore è animato dalle notizie provenienti da Royal Dutch Shell; la società infatti ha accettato infatti di vendere tutti gli asset nel bacino Permiano, il giacimento petrolifero più attivo degli Stati Uniti.

Secondo Bloomberg inoltre il colosso stima che la produzione di due dei suoi principali impianti nell’area non riprenderà fino al nuovo anno, per una perdita di 300mila barili al giorno. 

Tra i titoli prosegue la debolezza di Stellantis che oggi paga la notizia che Mike Manley il primo di novembre lascerà il ruolo di ‘Head of Americas’ del gruppo per assumere l’incarico di Ceo di AutoNation, il più grande rivenditore di auto americano, con sede in Florida. In una nota Stellantis chiarisce che Mark Stewart (Chief Operating Officer, Nord America) e Antonio Filosa (Chief Operating Officer, Sud America), entrambi membri del comitato esecutivo, d’ora in poi riporteranno direttamente all’AD Carlos Tavares.

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