Prosegue la fase di estrema incertezza a Piazza Affari; il sentiment generale rimane sicuramente positivo, tuttavia all’orizzonte qualche nube riguardante il tema inflazione e occupazione comincia  a farsi sentire, anche perché una vera correzione manca da ormai 6 mesi e, vista la tipologia di salita dai minimi di marzo 2020, si può anche affermare che una ripresa economica post-pandemica sia già stata bene o male scontata.  

Lo spread, senza farsi troppo notare, risale ulteriormente portandosi a 115 punti base; segnale di allerta qui perverrebbe sopra 130, fornendo un’inversione di medio che a cascata dovrebbe farsi sentire (negativamente) anche sul mercato azionario.

Tecnicamente ci può anche essere un allungo in area 25.000 di FtseMib, ma potrebbe veramente essere un ultimo colpo di coda; si rileva peraltro come il supporto presente a 23.950 abbia tenuto perfettamente per ben due volte, respingendo quindi il tentativo di inversione di breve e forse anche di medio periodo.

Operativamente, in un mercato dall’oscillazione settimanale così ridotta, non possiamo che ribadire di stare il più fermi possibile, tenendo ben stretta la copertura portafoglio con strumenti ribassisti sull’indice e sfruttare un eventuale nuovo allungo per chiudere anche integralmente la posizione sui titoli.