Scarico di azioni a partire da novembre, il modello di asset allocation cerca le indicazioni migliori per gestire al meglio il secondo semestre. Gli indici più importanti si sono appoggiati su supporti di rilevanza strategica: condizione necessaria, ma non sufficiente per ripartire.

La buona notizia è che, dopo una prima metà dell’anno disastrosa, Wall Street incomincia il terzo trimestre in rialzo. Assecondando la stagionalità segnalata nell’ultimo rapporto, che suggeriva la concreta probabilità di una seduta benigna, S&P500 e soci reagiscono brillantemente dopo una serie di insuccessi.

La cattiva notizia è che un risultato positivo è stato conseguito all’inizio sia del primo che del secondo trimestre. Con l’ovvia differenza che adesso gli investitori hanno mangiato la foglia, e sono pienamente consapevoli del bear market in atto. Ora, che si scorge la possibilità di un minimo almeno provvisorio.

Il modello di asset allocation continua a mantenersi a dir poco cauto, ma si inizia a scorgere la prospettiva di una reazione più duratura: idealmente, dopo aver conseguito il minimo ciclico atteso in prossimità della prima scadenza del Delta System di questo mese. Se le cose stessero in questi termini, il rialzo dovrebbe manifestarsi fino agli inizi di agosto, prima di cedere nuovamente spazio ai venditori.

La stagionalità incoraggia. Lo S&P500 è salito a luglio in ben 10 degli ultimi 12 anni. Il rapporto omonimo pubblicato la settimana scorsa, conferma come tipicamente un minimo negli Stati Uniti intervenga dopo la terza seduta del mese in corso, il che conferma la segnalazione del Delta System.

D’altro canto tutti gli indici azionari più importanti che seguiamo con una certa continuità, si collocano a ridosso di supporti di rilevanza strategica: sono i 3650 punti dello S&P500, ma anche i 400 punti di Stoxx600. Discorso a parte andrebbe fatto per Piazza Affari, che se da un lato può partecipare al tentativo di recupero, dall’altro si trova tuttora in una situazione precaria di lunghissimo periodo.

Il FTSE MIB ha conseguito la passata ottava un nuovo minimo per il 2022, scendendo sotto il bottom di quasi quattro mesi fa. Nella circostanza, ha formalizzato una capitolazione su base settimanale, con il nostro oscillatore di momentum peraltro posizionato su livelli superiori al minimo di marzo.

Se – ed è un grosso “se” – da qui dovesse partire una convincente reazione, si potrebbe confidare in un rally almeno di alcune settimane, abbastanza sostenibile. Al solito, però, la condizione prescritta è che si chiuda in tempi rapidi oltre il picco della passata settimana, in modo da confermare che il minimo raggiunto sia abbastanza definitivo.