Ieri lo S&P500 ha abbattuto definitivamente l'orbita della popolare media mobile a 50 giorni, che tanto volte quest'anno ha contenuto le correzioni. Da massimo a minimo l'indice ora ha ceduto il 4%: basterà? ancora una volta l'analisi quantitativa fornisce una risposta univoca.

Fra tutti i mercati azionari abitualmente monitorati, Piazza Affari è quella che ieri sera esce più malconcia. Un saldo come quello denunciato dagli indici è recuperabilissimo, e dopotutto l’ultima volta che il FTSE MIB ha ceduto più del 2.5%, come ieri, risale allo scorso 20 luglio: dal giorno dopo sarebbe partita una vivace reazione che ci avrebbe condotto ai massimi degli ultimi tredici anni.

Il problema è che, al di là delle statistiche, il passo indietro registrato sul nostro listino denuncia l’incapacità di avere ragione della arcinota resistenza situata fra 26 mila e 26500 punti; una barriera sul cui superamento gli investitori riponevano non poche aspettative.

E c’è dell’altro. Il ribasso di ieri insidia vistosamente la parete superiore del canale ascendente in essere ininterrottamente sull’All Share Italia TR Index da oltre dieci anni. Si può considerare questo evento mero rumore, magari accentuato dai noti fatti che si manifestano in Estremo Oriente. Ma, come ben sappiamo, se le quotazioni dovessero rientrare definitivamente dentro il canale, non lo farebbero per una passeggiata di salute.

Wall Street perlomeno sperimenta in finale di seduta una generosa reazione che le consente di limitare i danni: da chiusura a chiusura il drawdown risulta ancora non superiore al 4.0%. Dal punto di vista ciclico la finestra del 14-20 può ancora intercettare un minimo di mercato, ma ci sono due problemi. Il primo è che la stagionalità depone ancora a sfavore: per tutta la settimana corrente, perlomeno.

Il secondo problema è che la media mobile a 50 giorni, che ha guadagnato notevole popolarità di recente, è stata definitivamente spazzata via con la seduta di ieri. Con gli effetti a media scadenza che discutiamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi. Ci chiediamo se gli investitori siano preparati ad affrontare le ripercussioni che un simile evento genererà nel medio periodo.