Bisogna proprio ammetterlo: il mercato ha meno paura di noi. Pare un paradosso, ma così è! Vero, in questi ultimi 3 mesi è sceso, tuttavia solo in quel famoso lunedì 7 marzo se l’è vista brutta, altrimenti, e con tutte le notizie negative che ci sono in questo momento, sembra voler dare più segni di accumulazione che di distribuzione.

Le analogie con quanto successe nella primavera 2020 per la pandemia sono evidenti, ma qui abbiamo una variabile aggiuntiva negativa che è il forte rialzo delle materie prime, in primis greggio & gas, le quali hanno di fatto “scatenato” l’inflazione e di riflesso han cambiato la politica monetaria di Fed e Bce.

Tecnicamente siamo invece di fronte a un mercato che si sta ricostruendo da quel famoso minimo poco sopra i 21.000 di Ftse Mib; non si esclude un’ultima gamba ribassista sul supporto in area 23.000/22.800, tuttavia il trend di breve è impostata al positivo con target a 24.900 e 25.300 per il mese di maggio.

Operativamente si è sfruttata la recente discesa per incrementare gli acquisti; mantenere sempre almeno un 30% di liquidità che andrebbe utilizzata in caso di discesa verso i 23.000 punti dell’indice.

Copertura di portafoglio con strumenti ribassisti sull’indice sono ancora consigliate in seguito a forti e improvvise impennate, possibilmente a ridosso delle resistenze a 25.300 e 26.500 di Ftse Mib.