Una situazione favorevole si delinea per il mercato azionario per i prossimi mesi. La liquidità parcheggiata ai margini del listino, preme per entrare: investitori istituzionali e pubblico retail meditano come impiegare al meglio oltre 4 trilioni di cash infruttuoso a disposizione.

Una settimana tipicamente infausta, stando alla stagionalità storica, si conclude invece con guadagni certamente marginali, ma eclatanti proprio perché ritenuti improbabili alla vigilia. Questo fornisce la misura dell’enorme massa di liquidità parcheggiata ai margini dei listini azionari, e pronta ad entrare alla benché minima occasione.

Stiamo parlando di oltre tre trilioni di dollari in fondi monetari riservati agli investitori istituzionali, e di 1.1 trilioni di money market fund destinati al pubblico retail. Per non parlare del patrimonio gestito dai fondi comuni di tipo obbligazionario, messo a dura prova dal minacciato rialzo dei tassi di interesse, conseguendo ad un’inflazione sulla cui temporaneità è legittimo nutrire qualche dubbio. Nell’ultimo anno l’indice Bloomberg Barclays che include il flusso cedolare, ha fatto registrare una inconsueta performance negativa, e d’altro canto negli ultimi dieci anni il saldo medio annuale fatto registrare, non supera il 3.0%. Non ci sono più i bond di una volta.

Con la chiusura di venerdì, lo S&P dovrebbe recuperare soltanto l’1.5% nelle prossime quattro sedute, per conseguire un saldo positivo anche questo mese. Si va delineando una situazione win-win, come esaminiamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi. Si tratta di input quantitativo che incideranno sensibilmente sulle performance da qui alla fine dell'anno. Variante Delta, il tramonto dell’era Merkel, un’amministrazione Biden a dir poco dibattuta, il crack Evergrande, il rallentamento economico su scala globale, e tanto altro; eppure le borse salgono in mesi altrimenti difficili, come quelli di agosto e settembre. Fa riflettere.