Corretta l'indicazione di scaricare Equity a partire da novembre, e di uscire dai bond all'inizio dell'anno. La liquidità ottenuta sarà proficuamente impiegata nel secondo semestre, una volta svelate nell'Outlook le strategie per i prossimi sei mesi.

Seduta dominata dagli aspetti macro. In Europa la governatrice Lagarde ha ufficializzato l’orientamento emerso qualche giorno fa nel blog ufficiale, annunciando il completamento del programma di acquisti di titoli il 1° luglio e il primo aumento dei tassi ufficiali, sempre il mese prossimo. Confermata l’aspettativa di un secondo incremento a settembre, sebbene non sia stato escluso un rincaro da 50 punti base. In ogni caso in autunno la NIRP cesserà di esistere nell’Eurozona. Non sono stati inoltre rivelati i dettagli di come la BCE intenda contenere l’allargamento degli spread governativi nell’area periferica dell’Eurozona. E questo ha provocato una frattura vistosa in Italia, come commentiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Anche negli Stati Uniti i dati macro hanno tenuto banco. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione hanno sperimentato una vistosa impennata. In un contesto ideale, questo dato suggerirebbe un tasso di disoccupazione prossimo al 4.0%: un dato da salutare con sfavore, perché compatibile in teoria con la recessione. Dopotutto uno scenario paventato e non escluso dalla Fed: disposta a stroncare la domanda pur di ridimensionarla al livello di una offerta rigida e riluttante ad adeguarsi verso l’alto.

Il focus infatti rimane l’inflazione, ed il dato di maggio che eccezionalmente sarà reso noto oggi, non promette nulla di buono. La stima mediana offerta da Bloomberg è per una crescita mensile del +0.7%, che manterrà il CPI annuale ancora una volta sopra l’8.0%. Le stime della Fed di Cleveland escludono che questa soglia possa essere abbattuta prima di agosto.

Negli ultimi 24 mesi le sorprese verso l’alto si sono manifestate ben 11 volte, mentre soltanto 4 volte il CPI è sopravvenuto al di sotto delle attese ufficiali. Stando così le cose, è ragionevole che le attese sui tassi si siano consolidate attorno ad un incremento da 50 punti base per ciascuna delle tre riunioni calendarizzate dalla prossima settimana a settembre.

Wall Street ha reagito in modo scomposto, assecondando l’attesa di un calo dalla scadenza ciclica del 2 giugno, che correttamente suggeriva un picco per lo S&P500, al secondo appuntamento ciclico del Delta System di questo mese. Da lì, come argomentato ieri, dovrebbe partire una reazione.

Quanto definitiva, resta da vedersi. Lo scetticismo prevale: lo suggerisce la stagionalità, ma soprattutto un modello di asset allocation ancora cauto, dopo aver scalato posizioni sull’Equity a partire da novembre dello scorso anno. Questo ci ha consentito di immunizzarci dal sostanziale bear market a cui abbiamo finora assistito, con grande gioia degli abbonati che hanno potuto capitalizzare le plusvalenze dello scorso anno, mantenendo una consistente liquidità che sarà impiegata al meglio nel secondo semestre: una volta rivelate nell'Outlook di metà anno le strategie più proficue.