Piazza Affari ci dà ragione. Anche in un contesto complicatissimo di guerra, inflazione e crisi di governo, i titoli erano veramente arrivati a dei livelli difficilmente comprimibili e quindi aver incrementato gli acquisti, o comunque aver tenuto i nervi saldi, sta premiando.

Tecnicamente l’indice è diretto verso la prima resistenza a 22.800, la seconda si trova in area 24.000, possibile per fine estate sotto scadenza elettorale, ma solo a condizione che lo spread torni sotto quota 200.

Visto l’ottimo recupero di queste ultime tre settimane, non stupirebbe una correzione a breve sotto i 21.000 di Ftse Mib, tuttavia crediamo ora molto difficile un ritorno sui minimi. 

Senza farci illusioni sulla facile governabilità post-elettorale, si consiglia di sfruttare questo rialzo per monetizzare un 20% circa della posizione, ovviamente sui titoli dove si ha un guadagno; in caso di raggiungimento a breve dei 22.800, si potrà liquidare un altro 30%, portando quindi l’investito al 50% max.

In caso di ulteriore impennata, potrebbe rendersi necessaria la copertura di portafoglio con strumenti ribassisti sull’indice, ma questo lo valuteremo nelle prossime settimane.