Bruciati 3.3 trilioni di dollari, dei 60 guadagnati da marzo 2020. Lo S&P500 ha chiuso la seduta di venerdì in calo di oltre il 2%. È la quinta volta quest’anno. In un 2021 superbullish soltanto una volta ha guadagnato più del 2%. Un comportamento ricorrente.

A sorpresa, la settimana del Ringraziamento si chiude con un saldo negativo per i mercati azionari mondiali. Una anomalia storica, soprattutto in un anno altrimenti brillante: il -2.2% patito dallo S&P500 la passata ottava è stato il quarto saldo più negativo di sempre, con i tre precedenti peggiori sempre registrati in annate negative. Sempre dal 1950, soltanto altre otto volte la settimana del Thanksgiving ha prodotto un saldo negativo (ma mai di questa entità) in un anno dalla performance a doppia cifra e, per quello che conta, fino alla fine dell’anno Wall Street si è migliorata in 7 occasioni.

L’aggiustamento è stato però globale. La capitalizzazione delle borse di tutto il mondo si è ridotta di 3.3 trilioni di dollari; una frazione dei quasi 60 trilioni guadagnati da marzo dello scorso anno. La reazione degli investitori è stata veemente, a tratti isterica. Con una fiammata del 54%, il VIX ha conosciuto il quarto rialzo giornaliero più consistente della storia.

Lo S&P500 ha chiuso la seduta di venerdì in calo di oltre il 2%. È la quinta volta quest’anno. Curiosamente, in un 2021 superbullish soltanto una volta ha guadagnato più del 2%. Un comportamento che ricorre da tempo: da giugno 2020 l’indice americano soltanto tre volte ha superato l’asticella del +2.0%, mentre ben 12 volte ha conosciuto una flessione specularmente opposta. Il Toro è sempre discreto, mentre l’Orso frustrato di tanto in tanto manifesta queste reazioni d’orgoglio.

Ciò non toglie che l’asset allocation, condizionata soprattutto dall’ampiezza di mercato – a sua volta ben rappresentata dai 4 Hindenburg Omen visti di recente a Wall Street – riduca ufficialmente l’esposizione azionaria per la seconda settimana consecutiva.

In Europa come si diceva le vendite sono state frenetiche. Nel paniere del MSCI Euro soltanto una azione su cinque si colloca attualmente sopra la propria media mobile a 50 giorni. Nel paniere del FTSE MIB soltanto 4 azioni viaggiano sopra la media a 21 giorni. In effetti una perdita superiore al 4% non si registrava dalla fine di ottobre dello scorso anno, e nella circostanza il selloff fu beneaugurante. In un bull market però, e venendo già da un declino, il tonfo di venerdì è praticamente senza precedenti: soltanto un episodio nell’ultimo quarto di secolo.