La terza seduta della settimana è stata caratterizzata da vendite sull’azionario e dalla parte opposta una corsa agli acquisti di titoli di Stato tedeschi e americani in scia alle scelte delle banche centrali e dai timori sempre crescenti che la ripresa economica sia meno solida di quanto stimato fin qui anche per la variabile "Delta".

Dopo le perdite registrate dai mercati asiatici in mattinata, i listini europei chiudono così in profondo rosso, mentre Wall Street parte col freno a mano tirato dopo i record di ieri, trainata dal crollo dei titoli tech cinesi che sembra contagiare anche il resto del mercato. Tra i settori più colpiti ci sono inoltre minerari, automobilistici e bancari, ma anche viaggi e turismo, dopo che Tokyo ha prolungato lo stato di emergenza pandemica fino al 22 agosto in risposta all’aumento dei contagi nella capitale e ha annunciato che le Olimpiadi di svolgeranno senza spettatori.

In questo contesto Piazza Affari fa segnare la peggiore performance degli ultimi 9 mesi con i prezzi che scendono sotto i 25mila punti  e senza nemmeno una blue chip positiva.

La debolezza dell'equity spinge gli investitori verso i T-Bond, che proseguono il rally avviato qualche giorno fa con il rendimento del decennale a stelle e strisce che scende sotto l'1.3% toccando il minimo da quattro mesi.

Dopo i record di ieri è invece in calo l’azionario americano e i tre indici principali di Wall Street perdono ognuno circa un punto.

Sul mercato valutario recupera terreno l’Euro che nei confronti del Dollaro torna oltre area1,184. 

In Europa intanto è stata resa nota la nuova strategia di politica monetaria della Bce, che porta il target dell’inflazione al 2% “nel medio termine”, dal precedente “sotto o vicino al 2%”. Si tratta di un obiettivo “simmetrico”, il che “significa che deviazioni negative e positive dell’inflazione dall’obiettivo sono ugualmente indesiderabili”. 

L’obiettivo di inflazione fissato al 2%, scrivono gli analisti di Mps Capital Services, “dovrebbe permettere alla Bce di mantenere ancora più a lungo una politica accomodante, considerato che, stando alle ultime stime dell’Istituto, l’inflazione nel 2023 si dovrebbe attestare all’1,4%, ben lontano dall’obiettivo”. Sono circa 10 anni che il target non viene raggiunto, ma in questa occasione Lagarde sottolinea “l’importanza del fatto che il consiglio direttivo ha approvato all’unanimità l’impegno a raggiungere l’obiettivo del 2% e a mettere in campo le misure necessarie per riuscire nell’intento. Sono molto soddisfatta di questo supporto unanime”.

Tornando a Piazza Affari le big cap più colpite sono risultate Exor, -4,16%, nel giorno in cui Stellantis (-3,35%), ha presentato il suo piano di sviluppo elettrico che prevede investimenti per oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 per elettrificare la propria linea di veicoli e aprirà una ‘gigafactory’ anche a Termoli, in Italia. La società ha inoltre anticipato che il margine Ebit rettificato del primo semestre sarà superiore alla guidance prevista per l’intero 2021

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