Saipem ha chiuso il 1* semestre con ricavi pari a 3.200 milioni di euro (3.675 milioni di euro nel primo semestre del 2020), un Ebitda adjusted negativo per 266 mln (positivo per 355 mln), un risultato netto adjusted in perdita di 656 mln (perdita di 132 mln), un Ebitda negativo per 389 mln (positivo per 271 mln) e una perdita netta di 779 mln (perdita di 885 mln).

Gli investimenti tecnici sono ammontati a 135 milioni di euro (195 milioni di euro nel primo semestre del 2020) e l'indebitamento finanziario netto comprensivo di lease liability IFRS16 è pari a 1.397 milioni di euro (1.226 mln). L'indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 giugno 2021 è pari a 1.101 milioni di euro (872 milioni di euro al 31 dicembre 2020) mentre l'acquisizione di nuovi ordini si attesta a 4.402 mln (4.837 mln). Il Portafoglio ordini residuo è a 23.602 milioni di euro (22.400 milioni di euro al 31 dicembre 2020) che aumenta a 26.169 milioni di euro includendo il portafoglio ordini delle società non consolidate (25.296 milioni di euro al 31 dicembre 2020).

Il 2021 permane condizionato dall'incertezza conseguente al persistere della pandemia. Nel primo semestre dell'anno, agli effetti sul business dell'emergenza sanitaria si sono aggiunte alcune questioni specifiche di un progetto condizionando la performance operativa. Lo scenario di business per il 2021 rimane inevitabilmente influenzato da tali eventi. L'outlook per la seconda metà del 2021 vede ricavi tra 4,5 e 5 miliardi di euro, un Ebitda adjusted positivo, investimenti tecnici attesi tra 200 e 300 milioni di euro, e un indebitamento finanziario netto a fine anno post-IFRS 16 intorno a 1,6 miliardi di euro. Questo scenario non tiene in considerazione un eventuale ulteriore deterioramento del contesto macroeconomico e di business a seguito, ad esempio, dell'intensificarsi dell'epidemia da Covid- 19.

In questo contesto il titolo risulta essere uno dei peggiori tra le Blue Chip con le quotazioni che scendono sotto la soglia dei 2 euro e aprono la porta ad un test sui minimi del 2021 posti nei pressi degli 1.80 euro; questi livelli rimangono l'ultimo baluardo per evitare una prosecuzione di quel trend ribassista partito nel Febbraio di quest'anno quando le quotazioni erano in area 2.70 euro.

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