Si scorge negli Stati Uniti un pattern curioso: il mercato inizia l’ottava in sofferenza, e termina in bellezza. È la quarta settimana di fila che un saldo negativo di lunedì, viene seguito da un saldo incoraggiante il venerdì successivo. Supponiamo siano all’opera due tipologie di investitori ben differenti.

La sensazione che lascia la settimana appena passata, è che il periodo di consolidamento iniziato poco prima di metà agosto, sta per essere archiviato rapidamente. L’indice delle borse mondiali mette a segno un guadagno superiore al 2%, lo S&P500 si porta in prossimità dell’ultimo diaframma tecnico prima di nuovi massimi assoluti mentre l’Eurostoxx fa persino meglio della media. Piazza Affari non brilla in modo particolare, ma conferma il recupero della settimana precedente, e la buona tenuta dei supporti sui quali ha galleggiato da tempo. Ciò che non uccide, fortifica.

Il rialzo dei mercati ha radici economiche. Sul fronte macro le vendite al dettaglio negli Stati Uniti nel mese di settembre battono le aspettative della vigilia. Sul fronte micro la stagione degli utili, di fatto inaugurata dal settore finanziario, sorprendono gli analisti. Analisti che ora si sbilanciano nel prevedere un rialzo dell’indice S&P500 del 15% nei prossimi dodici mesi, stando a quanto riporta FactSet.

Vorrebbe dire un indice sopra i 5000 punti nel 2022, con buona pace di chi indulge nell’esercizio quotidiano di profetizzare crolli imminenti. Wall Street venerdì ha impressionato: con ben 160 società sulle 500 dello S&P, che hanno strappato verso l’alto (gap up) in apertura di seduta. Si scorge negli Stati Uniti un pattern curioso: il mercato inizia l’ottava in sofferenza, e termina in bellezza. È la quarta settimana di fila che un saldo negativo di lunedì, viene seguito da un saldo incoraggiante il venerdì successivo. Supponiamo siano all’opera due tipologie di investitori ben differenti.

L’aspetto però più rilevante sul piano strategico, è costituito dalla massiccia ampiezza di mercato sperimentata negli ultimi giorni. Ne parliamo in separata sede.

Tornando a Piazza Affari, le letture confortanti del modello basato sulla price pattern recognition, hanno trovato conforto nella lettura ciclica del mercato. Come si ricorderà, il FTSE MIB è da tempo interessato da una successione ciclica che da febbraio 2020 intercetta puntualmente massimi e minimi di mercato. Il FTSE MIB non ha tradito le aspettative, conseguendo un minimo dal quale è ripartito l’assalto alla resistenza situata fra 26 mila e 26500 punti. Sopra, la ripartenza sarebbe da considerarsi definitiva.