I ribassisti sperano di preservare l'orgoglio confidando in una limatura di almeno il 5% dai massimi: lo suggerisce loro l'andamento stagionale del bimestre da poco incominciato. In questo scenario si incastona il peculiare andamento dell'ampiezza di mercato a Times Square.

La prospettiva di un consolidamento nella finestra stagionale più difficile dell’anno, incoraggia ancora una volta i ribassisti, speranzosi di portare a casa un risultato minimo che salvi loro l'orgoglio: un ripiegamento di almeno il 5% dai massimi, e niente più.

In tempi di bull market conclamato, ci si accontenta di poco. D’altro canto, è pur vero che una limatura di prezzo così esigua manca da ben 307 giorni; vale a dire, dall’autunno dello scorso anno: quando lo S&P apparentemente disegnava un minaccioso doppio massimo (un bull market è pieno di doppi massimi falliti...) mentre, a livello sottocutaneo, maturava un poderoso segnale di acquisto di lungo periodo da ampiezza di mercato, come ricordato nel Rapporto Giornaliero di ieri.

A dirla tutta, una sequenza bullish così prolungata, sebbene rimarchevole, risulta tutt’altro che eccezionale. Questa “siccità ribassista” risulta dal 1950 soltanto la 13esima per durata. Dalla seconda metà del 2016 e l’inizio del 2018 Wall Street negò agli Orsi questa soddisfazione minima per ben 578 giorni: quasi il doppio. Come i numeri al lotto, non c’è alcun motivo per cui un ritardo non possa perpetuarsi all’infinito, se sussistono le condizioni favorevoli al bull market.

E quest’anno, perlomeno, il Toro ha dalla sua parte i fondamentali: è vero che S&P500 e Stoxx600 sono saliti del 20%, più o meno; ma è altrettanto vero che gli utili aziendali sono esplosi: del 30%, negli Stati Uniti. Sicché paradossalmente si assiste ad un mercato miglioratosi in ciascuno degli ultimi otto mesi, con i multipli di mercato che adesso appaiono ben più convenienti rispetto ad inizio anno...

A proposito di ampiezza di mercato, c’è uno sviluppo a Times Square degno di menzione. Gli scambi agostani sono quelli che sono, e anche la volatilità è soffocata in questo periodo, come abbiamo analizzato nel rapporto di ieri.

Ma in termini relativi, l’Up Volume prevale nettamente, e questo è ciò che più conta. Sul Nasdaq, gli scambi riconducibili alle azioni che terminano la seduta in rialzo, hanno rappresentato più dei due terzi dei volumi totali del tabellone di Times Square, in termini di media a 10 giorni.

Questa prevalenza ha effetti considerevoli nel medio periodo, come appare già a prima occhiata. Quando il setup si manifesta in concomitanza con una analoga prevalenza di azioni in rialzo, la probabilità di incorrere in perdite dopo uno e due mesi fa registrare una frequenza assolutamente degna di nota, come commentiamo in dettaglio nel rapporto di oggi. Un'informazione di rilevanza essenziale per l'andamento delle borse fino alla fine dell'anno.