Sembra che lo spauracchio delle ultime settimane sia il ritorno dell’inflazione. Così io mi sono fatto un bel tuffo nel passato e mi sono andato a rileggere il primo post in assoluto che feci nell’agosto del 2017 (come passa il tempo signori) dal titolo “Inflazione, fine delle politiche espansive ed altre trappole”.

Ormai sono passati 3 anni e mezzo, in Europa e nel mondo ne sono successe di ogni, ma d’inflazione non se n’è vista neanche l’ombra anche se addirittura le politiche monetarie non solo non sono state attenuata ma addirittura ulteriormente incrementate. Valgono ancora tutte le considerazioni fatte in quel mio primo post e aggiungo che pensare ad un aumento strutturale dell’inflazione quando si ha ancora un larghissima fetta della capacità produttiva inutilizzata o sotto utilizzata è semplicemente strampalato. Fatta eccezione per quelli che ancora credono alla teoria quantitativa della moneta, verso cui provo una profonda tenerezza alla stregua dei terrapiattisti, non ho ancora ben capito quale sia il vero fine di paventare periodicamente tale scenario improbabile. Forse si vogliono realizzare i profitti fatti ultimamente per poi rientrare a prezzi bassi? Chissà… fatto sta che continuerò naturalmente a monitorare tutti i parametri macro, ma attualmente l’inflazione è l’ultima delle mie preoccupazione e sicuramente non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di spostarmi su bond legati all’inflazione.

Ad ogni modo tale sentiment ha portato il mercato a penalizzare in particolare i titoli growth. In quest’ottica, con la dovuta prudenza che mi contraddistingue, è il momento di costruire delle posizioni in questo settore avvalendosi degli strumenti appropriati.

Il certificate della settimana presenta una peculiarità che finora non abbiamo mai incontrato ed uno dei suoi sottostanti è il titolo che è sulla bocca di tutti!

Vediamone le caratteristiche

  • Tipologia: Mem Cash collect Express
  • Cedola: 3,65% trimestrale 14,60% annuo

Apparentemente sembra un Cash collect con effetto memoria che ingloba una buona cedola e fissa un livello di barriera molto basso (50% dai livelli di fixing). Già questo basterebbe per essere preso in considerazione, ma esiste anche un’altra caratteristica che lo rende ancor più interessante: la barriera che da diritto alla cedola (non quella per il rimborso del capitale) si sposta del 5% a trimestre fino ad arrivare alla scadenza al 25% dai livelli di fixing. Per intenderci, grazie anche all’effetto memoria, basta che Tesla (attualmente il peggiore) stia tra un anno e mezzo sopra i 203,1$ per incassare tutte le cedole, ossia 21,9€ a certificate. Non si può parlare di airbag perché, come ben dovreste sapere, il meccanismo è diverso, ma stiamo comunque parlando di un bel cuscinetto, soprattutto se si pensa che il certificate è acquistabile sotto la parità a 96€. Considerando tutti gli aspetti il guadagno potenziale annuo è di circa il 18% annuo.

Naturalmente ricordiamoci sempre che uno dei sottostanti è pur sempre Tesla che può fare tutto ed il contrario di tutto in poco tempo.

A questo punto non ci resta che analizzare il grafico:

Come potete vedere la barriera (linea rossa) e ben distante dai prezzi attuali ma non lo è in termini temporali, proprio in virtù della sua elevata volatilità. Ci sono ad ogni modo almeno tre supporti intermedi. Ricordiamo poi il meccanismo della barriera decrescente che ci aiuta sicuramente a ridurre le perdita. Questo certificate può essere sicuramente una valida alternativa all’esposizione diretta al titolo.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all'acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.