Piazza Affari comincia a fornire qualche segnale di stanchezza, anche se il FtseMib ha visto reggere moto bene il primo supporto indicato nello scorso report a 23.950, divenuto ormai spartiacque per il trend di breve-medio periodo.

Il forte rialzo delle materie prime degli ultimi mesi pone le basi per una ripresa dell’inflazione nella seconda parte dell’anno, anche per le minori restrizioni dal punto di vista sanitario in tutti i paesi Ue grazie all’effetto vaccino; un ritorno dell’inflazione creerebbe tensioni sui tassi e di conseguenza frenerebbe la crescita e per l’Italia, a caccia disperata di punti di Pil, e questa non sarebbe certamente una bella notizia in chiave prospettica.

Tecnicamente il trend rimane ancora rialzista, tuttavia diminuiscono sempre più le possibilità di rivedere i max di inizio 2020 sopra i 25.000 punti; inversione comunque solo con una chiusura sotto 23.950 e con obiettivi sempre posti a 23.000, 22.000 e 21.400 punti di indice.

Operativamente si rimane sempre fermi, visto che sono settimane che stazioniamo in questa fascia di prezzi; su un nuovo allungo sopra 25.000 di FtseMib converrà liquidare anche totalmente la posizione titoli, mentre la copertura di portafoglio con strumenti ribassisti sull’indice andrà progressivamente chiusa in caso di raggiungimento dei supporti sopra indicati.