Forse la notizia non ha avuto la risonanza che avrebbe meritato, perlomeno nei mass media generalisti, ma a mio avviso la “trattativa esclusiva con il Mef” per cedere la parte buona di Monte dei Paschi di Siena ad Unicredit. Ora mi perdonerete la sommarietà con cui riassumo la vicenda ma secondo me certe vicende possono passare inosservate o quasi solo in Italia.

L’allora ministro dell’economia e finanza Padoan salva MPS con un aumento di capitale sostanzialmente interamente sottoscritto dallo stato (alias noi contribuenti). Bene, giusto, non si poteva fare altrimenti. A questo punto lo stato impone un nuovo piano? Destina la banca di sua proprietà a qualche scopo di utilità collettiva? Macché, meglio continuare come prima.

Nel frattempo però qualcosa succede: ci sono le elezioni, il sig. Padoan si fa eleggere proprio nel collegio sicuro di Siena ma poco dopo trova di meglio da fare che il senatore per cui è stato eletto, visto che gli arriva una bella proposta da Unicredit di andare a fare il presidente.

Saranno coincidenze? Fatto sta che chi a speso soldi pubblici per acquisire la banca ora “lavora” per chi sostanzialmente oggi deciderà cosa prendere e cosa no ed a che prezzo. Dulcis in fundo, l’acquirente, oltre che scegliersi gli asset più redditizi, ha già fatto sapere di non volersi accollare i possibili risarcimenti che potrebbero scaturire dalle azioni legali tutt’ora in corso.

Qui siamo oltre la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti. A me torna in mente una delle scena finali dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill in cui Mackie Messer, ormai sulla forca dice:

Noi, piccoli artigiani borghesi, noi che lealmente affrontiamo, col piede di porco alla mano, le casse di nichel delle bottegucce, noi veniamo ingoiati dai grandi imprenditori, dietro i quali stanno le banche. Che cos’è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca? Che cos’è l’omicidio di un uomo di fronte alla sua assunzione?

Son passati quasi cent’anni (1928) da quando queste parole sono state scritte ed è disarmante come siano ancora dannatamente attuali.

Tornando a noi, a proposito di Uncredit, la strategia “Oltre il 7% con Unicredit” è andata a buon fine con un +8,2% in soli tre mesi (leggere per credere), quindi si pone il problema di come reimpiegare la liquidità così generata.

Una prima soluzione potrebbe essere quella di parcheggiarla per momenti più favorevoli, un’altra, per chi fosse già abbastanza liquido, cercando nello stesso settore, può essere rappresentata dal seguente certificate:

  • Tipo: Cash Collect Memory
  • Cedola: 0,53 Mensile
  • Barriera: 14,058€ / 26,802€

Naturalmente anche se ha senso che il capitale continui a lavorare, è oggi opportuno abbassare il livello di rischio. Analizzando il grafico del titolo AXA, attualmente il peggiore dei due, vediamo quanto sia lontana la barriera (linea nera) e quanti supporti vi siano in mezzo (un paio dei quali riportati in rosso):

Il certificate è acquistabile attorno ai 99€ e data la scadenza a poco più di un anno, il rendimento potenziale si attesta a circa il 7,2% annuo, rendimento di tutto rispetto se si tiene anche in considerazione la bassa volatilità dei sottostanti.

Si potrebbe anche tentare di attendere uno storno di AXA almeno fino a 20,75€ per spuntare un prezzo migliore.

Insomma, questo prodotto potrebbe essere una buona idea per passere il periodo estivo un po' più tranquilli.

A questo punto colgo l’occasione di augurarvi buone vacanze estive e noi ci risentiamo probabilmente tra un paio di settimane.

Tengo infine a precisare che, come tutti i post di questo blog, questo non vuole essere assolutamente un invito all'acquisto, bensì un analisi indipendente fatta in questi giorni dal sottoscritto.