Lo S&P500 inanella una nuova settimana negativa dopo il vigoroso rimbalzo della precedente ottava. Cosa bolle in pentola? Da un lato l'aggiustamento fondamentale ha rimosso parte degli eccessi speculativi. Dall'altro pende ancora la minaccia di una recessione economica.

Il Delta System ha imposto uno stop al mercato azionario americano, in linea con le aspettative della vigilia. Resta da definire la natura dell’aggiustamento sperimentato negli ultimi cinque mesi. Il mercato ha prezzato un forte rallentamento economico (Goldman Sachs prevede ora un PIL a +1.3% alla fine del 2022); ma non una formale recessione. In effetti il confronto fra temi ciclici e temi difensivi dei listini azionari, suggerirebbe per esempio negli Stati Uniti un ISM Index a 51 punti: ben sopra i livelli correnti, appena sopra l’asticella che delimita espansione da contrazione dell’attività manifatturiera.

La distinzione non è teorica perché, ci ricorda sempre la banca americana, nelle precedenti dodici recessioni postbelliche Wall Street ha ceduto il 24% in termini mediani, il 30% in termini medi: ben più del sacrificio di prezzo subito dall’inizio dell’anno.

Di buon c’è che l’aggiustamento in corso ha rimosso parte degli eccessi accumulati sul piano fondamentale. Il Price/Earnings trailing si è ridotto del 36% dai massimi. Il decile delle società più care del paniere dello S&P500, vantava ad inizio anno un multiplo di 73 volte gli utili riportati; un rapporto sceso oggi a 56 volte. Non è un mercato conveniente, ad ogni modo, e con ogni probabilità la revisione verso l’alto degli utili previsti ha mitigato i danni, prevenendo la formalizzazione di un bear market.

Rimane un mercato ostaggio delle “tre R”: rendimenti, Russia e per l’appunto recessione. Il fatto che il peggio su questi tre fronti probabilmente sia stato scontato, e che il modello di asset allocation sta tornando ora ad aggiungere posizioni; non implica una ripartenza immediata e bruciante per le azioni.

Anche il sentiment conferma il ridimensionamento delle aspettative degli investitori, con il Panic-Euphoria model di Citi completamente resettatosi, come si può apprezzare dalla figura in alto: che contempla il solito throw-over, seguito immancabilmente da un ritorno alla normalità, con la recente sollecitazione della parete inferiore del canale ascendente storico.

A questo punto non sarebbe sconvolgente se il mercato nelle prossime settimane creasse le premesse per un tentativo di reazione, una volta digerito un mese stagionalmente e ciclicamente impegnativo. A meno che il rallentamento economico sconfini in recessione. A quel punto un sentiment neutrale cederebbe posto al panico ed alla liquidazione, che finora non abbiamo ancora sperimentato.