Gli investitori ringraziano le società tecnologiche per la rimarchevole tenuta del listino americano: senza le quali sarebbe apparsa ben più evidente una correzione silenziosamente in essere da maggio, stando a quanto riporta Morgan Stanley.

I venditori fanno gli straordinari, e a Wall Street inanellano dunque la quinta seduta negativa consecutiva: è la seconda volta che ciò accade, negli ultimi due anni; tanto per rimarcare chi abbia comandato fino ad ora da quelle parti. Limitando l’indagine storica ai casi sperimentati in un contesto di fondo rialzista – posizionamento sopra la media mobile a 100 giorni – emerge la tendenza ad ulteriori limature di prezzo, nel brevissimo; prima di una ripartenza. Ad analoghe conclusioni si perviene soffermandoci sugli episodi intervenuti dopo la formazione di un massimo storico, come dettagliamo nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Il consolidamento appare dunque destinato a persistere. Un lavoro poco evidente a livello di indice: sostenuto dalla vitalità di poche società ad elevatissima capitalizzazione. Ma come sottolinea Morgan Stanley, da maggio più della metà delle società dello S&P500 ha conseguito un calo di entità superiore al 10% dai rispettivi massimi; e per le società del Russell 2000 è andata anche peggio. La correzione c’è stata eccome.

Dobbiamo ringraziare le cinque società FAAMG, senza le quali il +4% finora messo a segno nel terzo trimestre dallo S&P, si sarebbe assottigliato fino quasi ad annullarsi. Particolare curioso, da menzionare in tempi di giusta commemorazione storica: soltanto 4 delle attuali prime 25 società della borsa americana, rientrava nell’analogo ranking vent’anni fa, l’11 settembre 2001. Le leadership mutano, e molti dei colossi odierni, fra venti o anche soltanto dieci anni, non esisteranno più.

Entriamo dunque in una settimana tesa per via della scadenza trimestrale di opzioni e future. Il Delta System segnala un possibile minimo per la seduta del 14 settembre: giusto all’interno della finestra del 14-19 del mese, che da tempo intercetta massimi e (soprattutto) minimi di rilievo.

Negli ultimi trent’anni la settimana che incomincia oggi è risultata favorevole in ben 20 occasioni: una frequenza non sensazionale, ma pur apprezzabile in un contesto stagionale altrimenti problematico. Questo conforta l’idea di una debolezza destinata a durare non più di 48 ore, prima che si manifesti una reazione quantomeno iniziale.