I PMI manifatturieri suggeriscono la ripartenza del ciclo economico su scala globale. Questo previene brutte sorprese sul fronte borsistico. L'Italia consegue da questo punto di vista un record: assoluto e comparativo. Ma come si spiega allora il ribaltamento di novembre?

Montagne russe a Wall Street, con lo S&P500 che inanella la quinta seduta consecutiva dal saldo finale in valore assoluto superiore all’uno percento. Significativo riscontrare dove siano maturati gli ultimi precedenti di questo tipo.

Conforta la sollecitazione positiva del long stop settimanale avuta luogo ieri; ma evidentemente a questo punto occorrerebbe un contro-segnale verso l’alto, prima di abbassare la guardia. Benché la tendenza di fondo rimanga positiva, le crepe apparse su alcune colonne portanti del bull market, suggeriscono la possibilità che il mercato impieghi ancora più di qualche giorno di riparazioni strutturali, prima di ripartire.

Confortano altresì i PMI manifatturieri resi noti nelle ultime ore. Si ha la conferma di un processo di ripartenza della congiuntura economica, dopo la frenata dei mesi precedenti e, particolare non trascurabile, nonostante la minaccia di una nuova ondata pandemica. Ad evidenza, non esistono bear market in presenza di misuratori congiunturali così eccitati. In altre parole, la registrazione di performance negative in termini di anno su anno, da parte delle borse, va tipicamente di pari passo con il conseguimento di PMI inferiori ai 50 punti.

In questo contesto l’Italia spicca in modo particolare, con un PMI che si colloca non soltanto ai massimi storici per quanto concerne il Belpaese; ma anche ai livelli più elevati di tutto il mondo occidentale. Il 2022 non si poteva chiudere meglio. Ma viene spontaneo chiedersi se il meglio, dal punto di vista macroeconomico, non sia stato già scontato.

Il ribaltamento sperimentato a novembre non passa inosservato. Il FTSE MIB è passato da un massimo pluriennale ad un minimo nella parte bassa del range di oscillazione mensile. Questo pattern ha fatto capolino già in un paio di occasioni cruciali negli anni passati.

Si può legittimamente minimizzare l’accaduto, riconducendolo a fattori idiosincratici. Ma se si tratta di un banale incidente di percorso, la reazione dovrebbe essere immediata e convincente. Dopotutto, il PMI manifatturiero non legittima interpretazione del momento particolarmente bearish.

Ma se dovesse saltare la media mobile a 200 giorni – la stessa che, poco più di un anno fa, diede ufficialmente il via alla ripartenza del listino di Piazza Affari – la cautela suggerita dal modello di asset allocation troverebbe una cruciale conferma.