Dalla BCE un segnale per un nuovo QE Paul Diggle, Senior Economist di Aberdeen Standard Investments, ha così analizzato lo scenario dei mercati alla luce delle ultime aperture della Banca centrale europea a ulteriori stimoli monetari.

"*Mario Draghi *durante il suo discorso a Sintra in Portogallo ha mandato un segnale ambiguo riguardo l'intenzione della BCE di rinnovare la propria politica accomodante.

Draghi ha detto chiaramente che saranno necessari ulteriori stimoli se le condizioni economiche non miglioreranno e che la BCE ha tutti gli strumenti adatti e valuterà quali siano le misure necessarie da adottare nelle prossime settimane.

Il suo commento è in linea con le comunicazioni che la BCE ha fatto ultimamente e che sottolineano come la BCE abbia le armi necessarie per far fronte a una crescita economica che è in fase di deterioramento e su cui la Banca Centrale ripone la massima attenzione.

Draghi ancora non si è spinto fino al punto di chiarire quale forma potrebbe avere questa politica accomodante, ma ogni azione dovrà utilizzare due strumenti:

1) Rilancio del QE - In questa fase questo è probabilmente lo strumento preferito dalla BCE per dimostrare che è disposta a fare qualcosa di coraggioso. Il QE è un modo opportuno per affrontare un livello di inflazione deludente ed è stato probabilmente liquidato prematuramente alla fine del 2018.
Il programma di acquisto di obbligazioni è soggetto a restrizioni, ma queste ultime sono autoimposte. Nulla impedisce alla BCE di modificarle, a condizione che possano essere superate le argomentazioni politiche esistenti tra i diversi paesi europei.

2) Riduzione del tasso sui depositi - Sembra essere lo strumento meno preferito dalla BCE in questa fase, con il tasso sui depositi già a -0,4%. Recenti ricerche della BCE hanno tuttavia suggerito che ulteriori tagli contribuirebbero a stimolare l'economia e che le preoccupazioni sollevate da qualcuno circa l'impatto di tassi più negativi sulle banche possono essere attenuate.