Tornano gli acquisti sui titoli del debito pubblico italiano nel pomeriggio. Il rendimento del BTP decennale italiano segna un ribasso di 7 punti base al 2,70 per cento. In rialzo di 3 punti base invece lo yield del corrispondente *Bund *tedesco che si riporta a quota -0,09 per cento. Lo *spread BTP/Bund *si abbassa così a 278 punti base.

Già ieri il ministro dell'Economia Giovanni Tria *aveva definito "ingiustificato" il nervosismo palesatosi sui mercati con il rialzo repentino dello spread e aveva ribadito il quadro fornito dal *DEF. A contribuire alle vendite del debito pubblico italiano sui mercati (e ai corrispettivi incrementi dei rendimenti e quindi dello spread sul Bund tedesco) avevano contribuito le aperture del vicepremier Matteo Salvini a uno sforamento del rapporto deficit/Pil del 3%. Da notare che già il DEF alzava l'asticella del rapporto deficit/PIL 2019 al 2,4%, violando le intese conl'Europa su un suo contenimento al 2,04 per cento.

Il medesimo quadro programmatico ipotiza un picco del *debito/Pil *al 132,6% quest'anno e una discesa del rapporto negli anni successivi (come per il deficit/Pil). Oggi il ministro Tria è tornato sul tema bocciando recisamente le ipotesi di un incremento quest'anno del debito/Pil italiano al 140% e ribadendo la convinzione del quadro tracciato dal DEF (approvato da governo e Parlamento). Il tema caldo è quello degli oltre 23 miliardi di clausole di salvaguardia, risorse da reperire per scongiurare un incremento dell'Iva l'anno prossimo (anche se alcuni osservatori hanno calcolato in addirittura 35-40 miliardi di euro complessivi le risorse che la prossima manovra d'autunno dovrebbe reperire). Al riguardo Tria ha specificato che bisognerà bilanciare la richiesta di non aumentare l'Iva avanzata dal Parlamento con il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati dal DEF.