Non cessano le vendite sul petrolio nei mercati internazionali con il future sul *Brent *che crolla a 21,84 dollari con un ribasso del 14,14%, poco meno del triplo del calo, non meno importante comunque, del *WTI *(-5,7%) a 20,35 dollari.

C'è chi parla di "evaporazione" della domanda dovuta al coronavirus e al livello ormai storicamente basso (il Brent è sui minimi dal 2002) delle quotazioni, ma non ha un peso minore il persistente scontro di *Mosca *e *Riyad *che vede una guerra dei prezzi combattuta con pompaggi a prezzi insostenibili per gli operatori del settore. I fondamentali dell'industria appaiono in ogni caso messi a dura prova dagli aerei a terra, dalle auto ferme, dal rallentamento (quando non c'è un vero e proprio blocco) della produzione industriale di mezzo mondo.

Il crollo della domanda sta spezzando le catene di fornitura e rischia di creare tensioni un domani nel ritorno alla normalità. Mette inoltre in allarme gli Stati Uniti che hanno definito folle la guerra dei prezzi russo-saudita.

L'Opec si è attende, secondo Reuters, un calo della domanda mondiale di greggio tra 15 e 20 milioni di barili al giorno, ossia circa un quinto del totale: proporzioni che inevitabilmente si riflettono sui prezzi e faticano in uno scenario ancora carico di incertezze per tutta l'economia globale a trovare un pavimento, un supporto, da cui ripartire.

(GD - www.ftaonline.com)