Ancora in pesante ripiegamento i prezzi del petrolio nei mercati internazionali. Sull'Ice il future sul *Brent *cede l'1,83% per portarsi a 53,96 dollari mentre il *WTI *perde l'1,54% e si attesta a 49,14 dollari. Il grafico del WTI si mostra gravemente compromesso dagli affondi di oggi a 49 dollari, già da giorni però la violazione al ribasso dei livelli di area 53 dollari, che ospitavano il 61,8% di ritracciamento di tutta l'ascesa dai minimi di dicembre a 44,16 dollari avevano posto questo livello come target. Oltretutto il cedimento in fila dei supporti di area 51,2, 50,8 e ora di area 49,7 pone a ogni eventuale rimbalzo diversi ostacoli che si dimostrerebbero probabilmente coriacei.

Vacilla oltretutto un driver dei prezzi degli ultimi anni, ossia il taglio coordinato della produzione dell'OPEC+ che appare sempre più divisa su nuovi interventi. La Russia *fino a ieri ha ribadito di non avere preso una decisione su eventuali nuovi tagli, l'Arabia Saudita*, leader del cartello, ha però aumentato la pressione in tal senso affermando, per bocca del ministro dell'Energia Abdulaziz bin Salman Al Saud, che membri Opec+ non dovrebbero sottovalutare l'epidemia del coronavirus. Una commissione Opec+ aveva raccomandato a inizio mese un taglio ulteriore della produzione di 600 mila barili al giorno. La Russia frenava già allora, ma il cedimento del supporto psicologico dei 50 dollari per il WTI sicuramente aumenta le pressioni anche su Mosca.

A latere si può notare che è coerente con l'andamento debole del greggio il recupero dello 0,12% del *Dollar Index *di queste ore.

(GD - www.ftaonline.com)