Dopo una chiusura d'ottava in rialzo per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa ancora il Nasdaq, apprezzatosi venerdì dell'1,29%), sul temporaneo stop allo shutdown del governo federale Usa, la nuova settimana inizia maggiormente contrastata per l'Asia, in attesa del meeting di 29 e 30 gennaio del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie). Per quanto riguarda i negoziati commerciali tra Pechino e Washington, riflettori puntati sulla visita in Usa del vicepremier cinese Liu He (sarà nella capitale americana il 30 e il 31 gennaio). Il clima generale contrastato è confermato dall'andamento piatto dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che aveva invece iniziato la sessione sui massimi dall'inizio di ottobre.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è ancora in moderato declino dopo essersi deprezzato dello 0,70% venerdì e il parallelo rafforzamento dello yen nei confronti del biglietto verde contribuisce a frenare la piazza di Tokyo: alla fine il Nikkei 225 segna una flessione dello 0,60% (fa appena peggio l'indice più ampio Topix, in calo dello 0,68%). Sul fronte macroeconomico, il Corporate Services Price Index (Cspi, l'indice dei prezzi dei servizi alle imprese del Giappone) è cresciuto dell'1,1% annuo in dicembre, contro l'1,2% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a novembre. L'espansione è costante da 65 mesi consecutivi. Su base mensile l'indice è però sceso dello 0,1% contro il precedente incremento dello 0,2% (0,4% in ottobre).

I profitti del settore industriale sono calati in Cina dell'1,9% annuo in dicembre dopo il precedente declino dell'1,8% (e il progresso del 3,6% di ottobre). Si tratta del secondo declino consecutivo dopo quello di novembre, che era stato il primo dal dicembre 2015. Nell'intero 2018 la crescita dei profitti è stata del 10,3% contro l'11,8% dei primi undici mesi dell'anno. A fine seduta lo Shanghai Composite perde lo 0,18% contro declini limitati allo 0,02% e allo 0,07% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Moderato arretramento anche per Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng si muove infatti poco sotto la parità (e l'andamento è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Flessione dello 0,02% per il Kospi di Seoul, mentre la piazza di Sydney è rimasta chiusa per la celebrazione dell'Australia Day (la festa nazionale del Paese oceanico).