Dopo un'altra sessione in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa l'S&P 500, apprezzatosi giovedì dello 0,76%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza rialzista si è consolidata sull'ottimismo per una risoluzione della guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino. Giovedì il Wall Street Journal aveva riportato che lo U.S. Secretary of the Treasury (il ministro del Tesoro di Washington) Steven Mnuchin avrebbe proposto una riduzione dei dazi applicati sull'import dalla Cina. Indiscrezioni smentite da fonti ufficiali che il mercato ha comunque accolto come un segnale di distensione. E la tendenza positiva è stata confermata dal guadagno di circa lo 0,60% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in progresso dell'1,30% nell'intera ottava.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è piatto ma il parallelo per quando modesto indebolimento dello yen sul biglietto verde ha contribuito a sostenere Tokyo: in chiusura, infatti, il Nikkei 225 un segnato un netto recupero dell'1,29% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,93%). Sul fronte macroeconomico, l'inflazione core è scesa in dicembre in Giappone allo 0,7% annuo dallo 0,9% di novembre e contro lo 0,8% del consensus. In novembre la produzione industriale del Sol Levante è invece calata dell'1,0% mensile, rettificato stagionalmente. Il dato è stato però rivisto al rialzo dalla flessione dell'1,1% comunicata su base preliminare a fine dicembre.

In attesa della pubblicazione lunedì dei dati relativi al quarto trimestre 2018, l'Ufficio nazionale di statistica di Pechino ha comunicato di avere rivisto dal 6,9% al 6,8% il progresso del Pil nel 2017. A fine seduta, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato l'1,42% e l'1,82% rispettivamente, contro il rialzo dell'1,49% dello Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in progresso di oltre l'1% (performance sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Guadagno dello 0,82% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,50% l'apprezzamento dell'S&P/ASX 200 in chiusura.