Dopo un avvio d'ottava in moderato arretramento per Wall Street (Dow Jones Industrial Average e Nasdaq hanno perso lo 0,10% lunedì, contro la flessione dello 0,06% dell'S&P 500), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata maggiormente contrastata in assenza di significativi driver per i mercati, anche se i principali indici della regione hanno iniziato la seduta in netto rialzo. Nessuno sviluppo sul fronte della guerra commerciale tra Usa e Cina, ma il governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda, intervistato dalla Cnbc, ha sottolineato come l'aumentato protezionismo sia il maggiore rischio per l'economia globale. E l'andamento misto per la regione è stato confermato dalla performance piatta dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che lunedì aveva toccato i massimi dallo scorso mese di luglio.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in crescita: il Nikkei 225 segna infatti rialzo dello 0,24% (andamento opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi seppure di appena lo 0,09%). Sul fronte macroeconomico, l'indice di attività del settore terziario è calato in Giappone dello 0,6% sequenziale in febbraio, contro il progresso dello 0,6% della lettura finale di gennaio e il ribasso dello 0,2% atteso dagli economisti.

Nei 12 mesi al 31 marzo l'incremento dei prezzi delle case in Cina è stato del 10,6% annuo, in ulteriore rialzo rispetto al 10,4% precedente. Intanto la People's Bank of China ha dichiarato che sta adeguando la politica monetaria per coordinarsi con gli investimenti pubblici di Pechino. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo di circa l'1,40% e il 2,20% rispettivamente, contro il progresso intorno all'1,90% dello Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng si apprezza infatti di circa lo 0,70% (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita intorno all'1,30%). A Seoul è di poco meno dello 0,20% l'apprezzamento del Kospi mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,41% in chiusura.