Dopo un avvio d'ottava a due velocità per Wall Street (a fronte del balzo del 2,95% del Dow Jones Industrial Average, il Nasdaq ha perso l'1,53% lunedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza contrastata è di fatto proseguita, per quanto con oscillazioni più limitate. A guidare i mercati l'annuncio di Pfizer sull'efficacia superiore al 90% per il suo potenziale vaccino, dopo la prima valutazione preliminare della Fase 3. Notizia che ha inizialmente spinto in rally gli indici ma se ha rafforzato i settori più colpiti dalla crisi del Covid-19 d'altra parte ha successivamente trascinato al ribasso quelli che avevano beneficiato dell'epidemia di coronavirus e dei lockdown in tutto il mondo. E il risultato è stato un guadagno limitato a circa lo 0,10% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato ribasso ma parallelo rialzo di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in rialzo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,26% (fa ampiamente meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,12%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre i prestiti erogati dagli istituti di credito del Giappone sono saliti del 6,2% annuo, in rallentamento rispetto al 6,4% di settembre ma sopra al 5,6% del consensus. L'indice Economy Watchers del Sol Levante è invece cresciuto a 54,5 punti lo scorso mese dai 49,3 punti di settembre, attestandosi sui massimi dai 57,9 punti del marzo 2014.

In ottobre il tasso d'inflazione è calato in Cina allo 0,5% annuo dall'1,7% di settembre, contro lo 0,8% del consensus del Wall Street Journal e sui minimi dalla deflazione dello 0,5% registrata nell'ottobre 2009. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano contrazioni dello 0,40% e dello 0,55% rispettivamente, contro la flessione dell'1,05% dello Shenzhen Composite. Contrastata anche la piazza di Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,80% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica, in declino intorno allo 0,60%). Crescita dello 0,23% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,66% l'incremento registrato dall'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)