Dopo un avvio d'ottava in decisa frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq, deprezzatosi lunedì dell'1,65%), alla riapertura dei mercati in Asia la tendenza in negativo è proseguita ma si è fatta più contrastata. Principale fattore ribassista lo svanire delle speranze per nuovi piani di stimolo in Usa prima delle presidenziali del 3 novembre, a fronte di un'impennata dei contagi da Covid-19 soprattutto in Europa. Come ampiamente previsto la PboC ha lasciato invariato al 3,85% il loan prime rate annuale cinese, dopo averlo abbassato di 20 punti base l'ultima volta in aprile (e di 10 punti base in febbraio). Il clima negativo è stato confermato dalla perdita per quanto limitata a circa lo 0,10% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma il parallelo moderato indebolimento dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in declino: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,44% (fa anche peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,75%). A Seoul il Kospi è sostanzialmente invariato a fronte di una perdita intorno al 2% per Sk Hynix: il terzo maggiore produttore al mondo di semiconduttori ha raggiunto l'accordo per acquisire il business di Intel nelle memorie Nand per 9 miliardi di dollari.

Nei dodici mesi allo scorso 30 settembre i prezzi delle case sono saliti in Cina del 4,6% annuo, contro il 4,8% dei periodi settembre 2019-agosto 2020 e agosto 2019-luglio 2020. Si tratta della crescita più debole dal 3,6% del febbraio 2016. Il rallentamento è dovuto a nuove misure restrittive introdotte in alcune grandi città per evitare una bolla immobiliare. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo intorno allo 0,20% e allo 0,50% rispettivamente, contro il progresso non lontano dall'1% per lo Shenzhen Composite. In negativo Hong Kong: l'Hang Seng limita comunque a circa lo 0,10% il suo ribasso (l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China nell'ex colonia britannica, si muove intorno alla parità). A Sydney l'S&P/ASX 200 segna una flessione dello 0,72% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)